In Italia produciamo 200 mila tonnellate di rifiuti stampati

pubblicato il: 16 Agosto 2021

Pubblicata la ventesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali dell’Ispra che presenta i dati relativi all’anno 2019.

I rifiuti sanitari (Capitolo EER 18) prodotti in Italia sono pari a circa 200 mila tonnellate, di cui circa 25 mila tonnellate di rifiuti sanitari non pericolosi e quasi 175 mila tonnellate di rifiuti sanitari pericolosi.

Relativamente ai rifiuti sanitari pericolosi, il dato di sintesi riferito alle macroaree evidenzia che la produzione al Nord è il 48% del totale con quasi 84 mila tonnellate. Il dato varia notevolmente al Centro dove la produzione è pari a circa 40,3 mila tonnellate (23% del totale) e al Sud dove vengono prodotte circa 50,6 mila tonnellate, pari al 29% del totale.

Sono alcuni dati contenuti nel Rapporto Rifiuti Speciali – Edizione 2021 dell’Ispra, una fotografia della situazione rifiuti pre-pandemia, ma che potrà tornare molto utile nella programmazione da mettere in campo in vista della ripartenza che attende il Paese grazie al Pnrr.

La maggior parte della produzione di rifiuti sanitari pericolosi è costituita da rifiuti pericolosi a rischio infettivo (codice EER 180103), pari a 142 mila tonnellate.
I rifiuti sanitari gestiti sono circa 217 mila tonnellate, di cui poco più di 31 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi e circa 186 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. L’incidenza percentuale delle singole operazioni di gestione dei rifiuti sanitari pericolosi rispetto al totale gestito nazionale evidenzia che le più praticate sono quelle volte allo smaltimento dei rifiuti, che rappresentano circa l’86% del totale. In particolare, prevalgono l’incenerimento (D10), con il 49,3% del totale gestito e il trattamento fisico-chimico con il 26,7% del totale.
Il 79,7% (poco più di 148 mila tonnellate) dei rifiuti sanitari pericolosi gestiti è costituito da rifiuti pericolosi a rischio infettivo (che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, codice EER 180103).
L’analisi condotta si concentra sulle due principali forme di gestione dei rifiuti sanitari pericolosi: sterilizzazione ed incenerimento. Il Rapporto evidenzia come sono state gestite presso impianti di sterilizzazione circa 75 mila tonnellate di rifiuti sanitari pericolosi, mentre sono state avviate ad incenerimento poco più di 95 mila tonnellate. Complessivamente, il quantitativo di rifiuti sanitari pericolosi inceneriti o sterilizzati è pari a 170,3 mila tonnellate, di cui circa l’80% (pari a 136,6 mila tonnellate) costituito da rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo, con codice EER 180103.
Gli impianti di sterilizzazione operativi sul territorio nazionale sono 16, con una capacità totale di trattamento di circa 122 mila tonnellate e costituiscono forme intermedie di trattamento dei rifiuti che successivamente sono avviati a termovalorizzazione o discarica. 26 impianti sono autorizzati all’incenerimento di questa tipologia di rifiuti, due dei quali non hanno trattato, nell’anno 2019, rifiuti con codice EER 180103. La capacità autorizzata per questo tipo di gestione ammonta a 222 mila tonnellate.