Sanità: la regione Lazio esce dal commissariamento.

pubblicato il: 10 Agosto 2020

Si è chiusa dopo 12 anni la fase di commissariamento per la sanità del Lazio, che ha ottenuto il via libera dal Ministero dell’Economia nel corso dell’ultimo tavolo di verifica del 22 luglio. Un risultato molto importante che arriva dopo anni di impegno per il risanamento finanziario, impegno che è andato di pari passo con quello per il miglioramento dell’assistenza sanitaria e dei servizi per i cittadini.


Ora la sfida è avviare una nuova stagione di grandi investimenti per far nascere la nuova sanità e migliorare ulteriormente. In particolare, sono previsti: 358 milioni per 276 cantieri di edilizia sanitaria nel piano “Ripartire veloci” partiti o pronti a partire entro 12 mesi; 110 milioni per la nuova tranche di risorse per edilizia e tecnologie sanitarie (ex art. 20) e via a 5 nuovi ospedali; 82 milioni per la sanita territoriale con la riprogrammazione dei fondi strutturali, in questo caso si tratta di uno dei pilastri della proposta della Regione Lazio all’Europa per la riprogrammazione dei fondi strutturali: investimenti per nuove tecnologie, apparecchiature mediche, sanità digitale. Fra gli  obiettivi centrali anche quello di rafforzare il ruolo dei distretti, delle Case della Salute e di potenziare l’offerta di assistenza domiciliare, di Riabilitazione territoriale, di RSA, di presidi per le Dipendenze e per la salute mentale, di cure primarie consultori.


“La notizia storica è la  conclusione, dopo 12 anni, del commissariamento straordinario della sanità” Inizia una nuova era. Un risultato straordinario, frutto di un lavoro costante e responsabile da parte di tutti. Ho già ringraziato i miei predecessori Marrazzo e Polverini. Ora la situazione nel Lazio torna alla normalità – ha detto il  presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: un lungo percorso, iniziato nel 2007; sono stati anni in cui siamo riusciti ad eliminare il sistema di disavanzo che avevamo. Ora siamo in attivo. Ringrazio tutti gli operatori sanitari per la riduzione della spesa e se oggi siamo fuori dal commissariamento è merito anche loro. Prima il Lazio era la regione con il più alto disavanzo d’Italia, appunto, e i peggiori livelli di assistenza. Adesso non è più così, questo significa che ritroveremo la nostra autonomia. Una notizia ottima anche per i lavoratori e le nuove assunzioni”. 


” È stato un lungo percorso: eravamo una regione che produceva disavanzo e non garantiva i Livelli essenziali di assistenza, oggi abbiamo una delle performance migliore dei Lea ed è stato chiuso l’ultimo bilancio in attivo, grazie allo straordinario sforzo messo in campo da tutti –sono le parole dell’assessore alla sanità e all’integrazione sociosanitaria, Alessio D’Amato, che ha aggiunto: si ridà dignità a questa Regione e al servizio sanitario di questa regione, che è più forte e coeso e che l’ha ampiamente dimostrato anche in questa lunga pandemia, in questa stagione di emergenza”.     
“La fine del commissariamento è la fine di un tunnel in cui tutti i cittadini, famiglie e imprese hanno contribuito a raggiungere un obiettivo difficile, fidandosi dell’impegno, di un Patto sottoscritto nel 2013. Un percorso sofferto e credo che questo obiettivo, impensabile pochi anni fa, questa medaglia vada dedicata ai medici, agli infermieri, al personale della sanità del Lazio per lo stress vissuto in questi anni di sacrifici e in questi mesi di trincea per il Covid 19” – così il vicepresidente, Daniele Leodori.


“È un risultato che è stato possibile raggiungere – ha commentato – grazie a un lavoro di squadra, alla tenacia dell’Assessore D’Amato e alla collaborazione con i Ministeri vigilanti – è il commento di Alessandra Sartore, Assessore alla Programmazione economica, Bilancio, Patrimonio e Demanio, che ha aggiunto: ringrazio i rappresentanti del Mef, Angela Adduce e il suo staff, Francesco Massicci e Filippo Palumbo del Ministero della Salute, entrambi in pensione, ma che hanno avviato il processo di uscita. Ringrazio tutta la squadra regionale che in questi sette anni ha affiancato il commissario. È davvero una bella vittoria per la nostra amministrazione, per la Giunta e per il Consiglio, ancora di più nel momento di emergenza epidemiologica che abbiamo vissuto. Ci impegniamo da subito a mantenere i risultati continuando a collaborare con i ministeri competenti e migliorando sempre di più i conti della sanità e la qualità dei servizi nella nostra Regione”.


“L’uscita della Regione Lazio dopo 12 anni dal commissariamento della sanita’ e’ l’esempio del “riformismo che vince. Quello che di fronte a problemi enormi in silenzio cambia le cose giorno dopo giorno. Continueremo cosi'”. E’ la promessa del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per il quale “questo e’ il nostro modo di contribuire alla rinascita italiana in maniera concreta. Regaliamo questa vittoria a tutta l’Italia. Si puo’ ripartire, abbiamo fatto il nostro dovere e siamo pronti a dare una mano. Anche grazie a questo traguardo possiamo dire che i giovani del Lazio vivranno in una regione migliore di quella che abbiamo trovato noi sette anni fa. Ci si dimentica sempre di chi verra’ dopo perche’ in maniera egoistica si divora quanto c’e’ nel presente”.


“Per correttezza ho informato gli ex presidenti di Regione e commissari, Piero Marrazzo, che inaugurò questa gestione, e Renata Polverini, perche è giusto riconoscere uno sforzo straordinario del sistema sanitario regionale, le sofferenze dei cittadini e degli operatori, di un lavoro che riporta la seconda regione italiana per pil in una condizione di normalità”.
La fine del commissariamento “per le persone e i lavoratori vuol dire cambiare tutto. Nel 2012/13 nel Lazio, a causa del blocco del turnover ci furono 68 assunzioni, la fine di questo blocco e la programmazione fatta hanno portato la Regione dal 2016 al 2020 a 5mila assunzioni programmate, molte delle quali si sono gia’ sviluppate- ha continuato Zingaretti- Ma gia’ questo numero da’ l’idea che si torna a una stagione in cui le cure sono di nuovo il cuore pulsante dell’innovazione che vogliamo mettere in campo, anche attraverso assunzioni e stabilizzazioni”.


Il presidente ha poi voluto “distruggere una bugia detta in questi mesi: non abbiamo chiuso alcun ospedale. Semmai ne abbiamo aperto uno e abbiamo in programma di aprirne altri tre. Abbiamo convertito 22 strutture in case della salute e aperto 3 Rsa pubbliche che rappresentano l’inizio di una stagione in questo settore della nostra Regione”.