Sanità: indagine Rbm-Censis su pagamento diretto prestazioni

pubblicato il: 30 Settembre 2019

Quasi un italiano su tre paga di tasca propria alcune prestazioni sanitarie. E’ uno dei dato che emerge da un’indagine sul sistema sanitario effettuata da Rbm-Censis e realizzata su un campione nazionale di 10 mila cittadini maggiorenni statisticamente rappresentativo. Per l’esattezza sono 19,6 milioni gli italiani che nell’ultimo anno, per almeno una prestazione sanitaria, hanno provato a prenotare nel Servizio sanitario nazionale e poi, visti i tempi d’attesa, si sono rivolti alla sanità a pagamento, privata o intramoenia nel pubblico. In 28 casi su 100 i cittadini hanno scelto di effettuare prestazioni a pagamento (il 22,6% nel Nord-Ovest, il 20,7% nel Nord-Est, il 31,6% al Centro e il 33,2% al Sud).
Il 36,7% dei tentativi falliti di prenotare visite specialistiche si trasforma in ricorsi alla sanità a pagamento (il 39,2% al Centro e il 42,4% al Sud). Stesso percorso per il 24,8% dei tentativi di prenotazione di accertamenti diagnostici (il 30,7% al Centro e il 29,2% al Sud).

Il 62% di chi ha avuto almeno una prestazione sanitaria nel sistema pubblico ne ha effettuata almeno un’altra nella sanità a pagamento: il 56,7% delle persone con redditi bassi, il 68,9% di chi ha redditi alti.

Nell’ultimo anno il 44% degli italiani si è rivolto direttamente al privato per ottenere almeno una prestazione sanitaria, senza nemmeno tentare di prenotare nel sistema pubblico. È capitato al 38% delle persone con redditi bassi e al 50,7% di chi ha redditi alti.