La spesa farmaceutica nel 2019 – in crescita gli acquisti diretti

pubblicato il: 30 Luglio 2020

a cura del dott. Marco Boni, direttore responsabile di News4market

L’AIFA ha pubblicato i dati del monitoraggio della spesa farmaceutica 2019.  Nel complesso, si registra un incremento di 600 mln rispetto al  2018. Per la ‘Diretta’ rosso in tutte le Regioni e budget sfondato per 2,71 miliardi. ‘Convenzionata’ in attivo di 913,9 mln,  con l’eccezione di  Abruzzo e Campania.

A livello nazionale la spesa complessiva nel 2019 si è attestata a 18.702,8 mln di euro, evidenziando uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive del 14,85% (16.898,1 mln di euro) pari a +1.804,7 mln di euro, corrispondente ad un’incidenza percentuale sul FSN del 16,44%.

Numeri in continua crescita: rispetto al 2018 la spesa totale è di circa 600 mln in più (spesa 2018 era di 18,1 mld) e lo sforamento del tetto complessivo è di 400 mln superiore rispetto all’anno precedente quando era stato di 1,4 mld, nonostante il contenimento della convenzionata, segmento che comunque tende a stabilizzarsi, avendo già beneficiato  degli effetti di “genericazioni” importanti.

La spesa farmaceutica convenzionata, anche nel 2019, si è attestata al di sotto del tetto di spesa programmato (7,96% del FSN), con uno scostamento di -913,71 milioni di euro.

Prosegue invece l’aumento  della spesa farmaceutica per acquisti diretti da parte delle strutture pubbliche che, nel 2019, ha fatto registrare uno sforamento di 2,7 miliardi (9,07%) rispetto al tetto del 6,69%, attribuibile anche all’incremento della “distribuzione per conto”.

La farmaceutica convenzionata

La spesa farmaceutica convenzionata netta SSN ha fatto registrare un calo del -0,2% rispetto al 2018. Prosegue quindi il trend di riduzione della spesa per farmaci erogati dalle farmacie nel normale regime convenzionale, con un andamento mensile, però, differenziato nell’ambito del semestre e a livello regionale Nel 2019, il calo complessivo medio della spesa è stato determinato da una diminuzione del -0,9% del numero delle ricette SSN, parzialmente compensato da un incremento del valore medio della ricetta (netto +0,8%; lordo +0,5%), conseguente a un incremento del prezzo medio dei farmaci prescritti in regime convenzionale (+0,5%).
Nel 2019 le ricette sono state oltre 570 milioni, pari in media a 9,46 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state quasi un miliardo e 100 milioni (-0,9% rispetto al 2018). Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 18,2 confezioni di medicinali a carico del SSN, di prezzo medio pari a 9,26 euro.

In particolare, la spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del SSN nel periodo Gennaio-Dicembre 2019 calcolata al netto degli sconti, della compartecipazione totale (ticket regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento) e del payback 1,83% versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche, si è attestata a 7.765,3 milioni di Euro, evidenziando un decremento rispetto all’anno precedente (-16,2 milioni di Euro). I consumi, espressi in numero di ricette (570,3 milioni di ricette), mostrano una riduzione (- 1,0%) rispetto al 2018; anche l’incidenza del ticket totale si riduce (-1,6% ). Parallelamente si osserva un incremento dello +0,7% (+154,6 milioni) delle dosi giornaliere dispensate.

Lo scostamento della spesa farmaceutica convenzionata al netto dei payback vigenti rispetto al tetto del 7,96% (9.057,8 milioni di Euro) pari a 8.144,1 milioni di Euro  incide sul FSN per il 7,16% generando un avanzo di 913,8 milioni di Euro.

Il contributo delle farmacie al pubblico

Le farmacie contribuiscono al contenimento della spesa – oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci SSN – con lo sconto per fasce di prezzo, che ha determinato nel 2019 un contenimento della spesa netta di oltre 320 milioni di euro, ai quali vanno sommati oltre 64 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali. A tali oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel 2019 in oltre 181 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2019, è stato di oltre 566 milioni di euro.

Le quote di partecipazione a carico dei cittadini

Le quote di partecipazione a carico dei cittadini sono calate del -1,6% rispetto al 2018, con un’incidenza media del 15,3% sulla spesa lorda, con punte che arrivano fino al 19,6% della Campania e al 19,2% del Veneto.
Complessivamente i cittadini hanno pagato più di 1.500 milioni di euro di quote di partecipazione sui farmaci, di cui oltre  il 70% dovuto alla differenza di prezzo rispetto al valore di rimborso, avendo richiesto un farmaco più costoso.

Incidenza delle liste di riferimento e dei generici

Rimane sostanzialmente stabile a livello medio nazionale l’incidenza dei farmaci inseriti nelle liste di riferimento AIFA a seguito della scadenza del brevetto del farmaco di marca. A livello nazionale l’incidenza delle confezioni di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle confezioni erogate in regime di SSN, nel mese di dicembre 2019, è stata pari all’82,4% (era l’82,5% nel dicembre 2018), mentre la relativa spesa è stata pari al 66,6%% del totale (66,68% nel dicembre 2018).

È leggermente aumentata, invece, l’incidenza delle confezioni di generici, è pari al 30,3% (29,9% nel dicembre 2018) del totale per una spesa pari al 21,2% del totale (20,5% nel dicembre 2018), con notevoli differenze a livello regionale.

Assogenerici ha elaborato un’analisi specifica del mercato italiano dei farmaci generici relativamente al periodo  gennaio-settembre 2019

Per quanto riguarda i consumi rimborsati, le confezioni dispensate a carico del SSN sono diminuite dello 0,6% rispetto ai primi 9 mesi del 2018. A perdere terreno sono stati i prodotti coperti da brevetto (- 5,2% a unità rispetto allo stesso periodo del 2018) mentre cresce, lentamente, il segmento dei farmaci equivalenti (generici puri), con un aumento dell’1,8% rispetto a gennaio-settembre 2018. Sul fronte della spesa rimborsata – sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2018 – i prodotti sotto brevetto hanno registrato una flessione del 6,5%, mentre gli equivalenti hanno quotato una crescita del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Equivalenti: mercato tutto in classe A, con un differenziale da 829 milioni (a carico dei cittadini)

Entrando nel dettaglio, il giro d’affari degli equivalenti risulta focalizzato in classe A, dove si concentra l’89% delle confezioni vendute (su un totale di 309 milioni) e l’82% del fatturato realizzato (su un totale di 1,1 miliardo), mentre resta decisamente più contenuta l’incidenza dei prodotti in classe C (10% a volumi; 17% a valori) e nell’area dell’automedicazione (1% sia a volumi che a valori).

Complessivamente nel canale farmacia a giocare la parte del leone sono i prodotti fuori brevetto che assorbono il 74% delle confezioni vendute nel canale, senza distinzione di classe (61% a valori), ma con una netta predominanza dei brand a brevetto scaduto, che quotano il 70% a volumi e il 76% a valori del relativo mercato fuori brevetto.

Per quanto riguarda l’analisi dei consumi per area geografica, da gennaio a settembre 2019 il consumo degli equivalenti di classe A è risultato concentrato come sempre al Nord (37,3% a unità; 29,1% a valori), che distanzia decisamente il Centro (27,9%; 22,5%) che il Sud Italia (22,4%; 18,1%), a fronte di una media Italia del 30,2% a volumi e del 24,1% a valori. A separare Nord da Sud sono ancora 14,9 punti percentuali a unità e 11 punti percentuali a valori.

In particolare, a guidare la classifica dei consumi di equivalenti è la Provincia Autonoma di Trento (43% sul totale delle unità rimborsate SSN a fronte di una incidenza degli off patent sul totale dell’84,2%), seguita da Lombardia (39,3% sull’81,6% di off patent), Friuli Venezia Giulia (37,2% sull’83% di off patent) ed Emilia Romagna (37% sull’84% di off patent). Ultima in classifica la Calabria (20,6% di equivalenti sull’83,4% di off patent rimborsati SSN nei primi 9 mesi del 2019). Poco sopra Basilicata, Campania e Sicilia.

Ammonta infine a 829,3 milioni di euro il totale del differenziale di prezzo pagato di tasca propria dai cittadini nei primi nove mesi del 2019 per ottenere il branded a brevetto scaduto invece del generico.

Il mercato ospedaliero

Equivalenti in crescita, infine, nel mercato ospedaliero in classe A e H, con i volumi che si attestano nei primi nove mesi dell’anno al 29,5% del totale e valori ex factory che si attestano al 6,7%: un dato tuttavia “teorico” che realisticamente corrisponde al 2,4% in valori al prezzo medio delle forniture ospedaliere, notoriamente effettuate solo per bandi di gara.

Anche nel mercato ospedaliero dominano i medicinali senza brevetto, che assorbono complessivamente il 67,7% a volumi e uno striminzito 8,4% a valori, mentre i farmaci in esclusiva (protetti da brevetto o privi di generico corrispondente), assorbono il 32,3% a unità e il 91,6% a valori (prezzo medio).

Gli acquisti diretti

Verifica del Tetto della spesa farmaceutica 2019 per acquisti diretti al netto dei gas medicinali (6,69% del fabbisogno sanitario nazionale)

Il valore della spesa per acquisti diretti al netto dei gas medicinali  è stato di 10.323,2 milioni di Euro (9,07 % sul FSN) , con  uno  scostamento assoluto  di 2.710,5 milioni di Euro,  rispetto al tetto del 6,69%, della spesa per acquisti diretti al netto dei gas medicinali (7.612,7 milioni di Euro).

Per medicinali inseriti nel fondo per i medicinali innovativi oncologici previsto ai sensi dell’art.1, commi 402, 403 e 404 della L. 11 dicembre 2016, n.232, la spesa Gennaio- Dicembre al netto dei Pay Back è pari a 412,6 milioni di Euro.

Verifica del Tetto della spesa farmaceutica 2019 per acquisti diretti relativi ai gas medicinali (0,2% del fondo sanitario nazionale)

Lo scostamento assoluto rispetto al tetto dello 0,20% della spesa per acquisti diretti per gas medicinali  è di +7,9 milioni di Euro (0,21%).

La verifica del tetto complessivo programmato della spesa farmaceutica per acquisti diretti del 6,89% (nell’ipotesi di un tetto unico) al netto dei payback vigenti e dei fondi per gli innovativi non oncologici e innovativi oncologici evidenzia un totale di 10.558,7 milioni, per un’incidenza del 9,28%, pari ad un disavanzo rispetto alla spesa programmata (7.040,3 milioni) di +2.718,4 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la spesa per farmaci al netto dei gas medicinali, la verifica del tetto programmato della spesa farmaceutica per acquisti diretti del 6,69%, al netto dei payback vigenti e dei fondi per gli innovativi non oncologici e innovativi oncologici evidenzia un’incidenza del 9,07%, pari ad un disavanzo rispetto alla spesa programmata di +2.710,5 milioni di Euro. La spesa per farmaci innovativi Oncologici e non Oncologici è interamente coperta dai rispettivi fondi.

Per quanto riguarda la spesa per gas medicinali, la verifica del tetto programmato della spesa farmaceutica per acquisti diretti dello 0,20% evidenzia un’incidenza dello 0,21%, pari ad un disavanzo rispetto alla spesa programmata di +7,9 milioni di Euro.

Spesa complessiva

A livello nazionale la spesa complessiva del periodo Gennaio-Dicembre 2019 si è attestata a +18.702,8 milioni di Euro, evidenziando uno scostamento assoluto rispetto alle risorse complessive del 14,85% (16.898,1 milioni di Euro) pari a +1.804,7 milioni di Euro, corrispondente ad un’incidenza percentuale sul FSN del 16,44% (7,96% per la spesa convenzionata, 0,20% per gas medicinali e 6,69% per la spesa per acquisti diretti).

La spesa farmaceutica per la distribuzione diretta di fascia A nel periodo Gennaio-Dicembre 2019  si è attestata a 4.480,9 mln di € evidenziando un decremento, rispetto all’anno precedente, pari a 142,1 milioni di Euro (-3,1%).

I consumi SSN di farmaci nel 2019

Anche nel 2019 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa, pur facendo segnare un calo di spesa (-2,6%), a fronte di un limitato aumento dei consumi (+0,6%), a seguito della prescrizione di farmaci mediamente meno costosi, in quanto a brevetto scaduto.
Tra le 10 categorie di farmaci più prescritte anche nel 2019 si collocano al primo posto gli inibitori della pompa acida (farmaci per gastrite, ulcera, reflusso gastrico), pur facendo registrare un notevole calo dei consumi (-10,8% rispetto al 2018). All’interno della categoria dei farmaci antipertensivi in aumento soprattutto le prescrizioni di betabloccanti (+5,6%). Rallenta, invece, la crescita del consumo di vitamina D (+0,4% rispetto al 2018).
La specialità medicinale più prescritta continua a essere la cardioaspirina® (farmaco antiaggregante; -0,7% rispetto al 2018), seguita dal dibase® (farmaco per le carenze di vitamina D; -8,2%). In sensibile calo i consumi di farmaci di marca per l’apparato gastrointestinale (pantorc® -9%), mentre sono in aumento quelli di Bisoprolo (+21,9%)e di cardicor® (+7,5%), entrambi betabloccanti.

L’analisi  IQVIA  (fonte: Aboutpharma)

“La spesa farmaceutica nel 2019 è fortemente cresciuta, superando il tetto imposto per legge di oltre 2,7 miliardi euro. Pertanto – dichiara Sergio Liberatore, Amministratore delegato di Iqvia Italia – anche quest’anno lo sfondamento impatterà sui bilanci delle aziende farmaceutiche, infatti saranno chiamate a ripianare, con il payback, la metà di tale disavanzo deciso unilateralmente. La restante parte verrà invece ripianata dalle Regioni in base al loro superamento del budget assegnato.

Il fabbisogno totale del 2019

Per il 2019, il finanziamento totale del fabbisogno sanitario era stato fissato a 114,4 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto all’anno precedente (+0,9%). Per quanto riguarda la spesa per  acquisti diretti di farmaci (compresi quelli acquistati in distribuzione diretta e per conto), per il 2019, a seguito dello scorporo della spesa per i gas medicinali, il tetto di spesa era stato ridotto dal 6,89% al 6,69% del totale fabbisogno, pari a 7,6 miliardi di euro. In realtà, questa spesa è arrivata a 10,4 miliardi di euro (+6,5% rispetto al 2018). Sono esclusi da questo computo i farmaci innovativi e innovativi oncologici che rientrano in due fondi da 500 milioni di euro ciascuno.

Continua la corsa dei farmaci ospedalieri

La spesa diretta per acquisti di farmaci di classe H (farmaci somministrati soltanto in ospedale), al netto dei farmaci innovativi, continua la sua corsa anche nel 2019 (+7,9%). Su questo aumento ha inciso il fatto che durante l’anno alcuni farmaci oncologici hanno perso lo status e i benefici dell’innovatività, che dura tre anni.

Oncologici e convenzionata e classe A

Relativamente agli acquisti diretti di farmaci di classe A, si prevede un trend in forte aumento (+6,1%), soprattutto a causa della crescita del canale Dpc.  Nel 2019 non si è verificato alcuno sfondamento dei due fondi da 500 milioni per i farmaci innovativi oncologici e non-oncologici. Riguardo alla spesa convenzionata (ricetta rossa), nel 2019, esaurito l’effetto delle genericazioni più importanti, si è mantenuta stabile (-0,4%), portando un risparmio rispetto al tetto di spesa di 921 milioni di euro.

Serve un cambio di rotta

“È sempre più evidente che la spesa farmaceutica è sottofinanziata e che è importante che torni a essere una priorità della politica”, prosegue Liberatore. “Questo sarà vero, a maggior ragione, dopo questa crisi sanitaria quando ci sarà un bisogno ulteriore di farmaci innovativi. È improprio fissare un tetto di spesa farmaceutico così basso quando si sa che verrà sfondato per oltre due miliardi di euro. Inoltre, bisogna urgentemente varare un piano per la trasformazione digitale della sanità per non farci trovare impreparati in futuro”.

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Marco Boni
Ha ricoperto la posizione di responsabile dell’acquisizione di beni e servizi e delle attività economali a partire dal 1974, presso diverse aziende sanitarie. Da ultimo, sino al 2008, presso l’Azienda USL di Modena. Nel periodo agosto 2012 - luglio 2013 ha svolto le funzioni di provveditore a contratto presso l’Azienda USL di Rimini. Dal 1998 al 2004 è stato anche coordinatore amministrativo dell’unione di acquisto (prima in Italia, nell’ambito della pubblica amministrazione) realizzata tra le aziende sanitarie dell’area vasta Emilia nord. È stato consulente dell’Azienda Sanitaria Unica della Regione Marche per le attività di centralizzazione degli acquisti. Ha partecipato a gruppi di lavoro istituiti dalla Regione Emilia-Romagna per la predisposizione di normative e regolamenti di settore. Ha prodotto numerose pubblicazione sulle tematiche del public procurement. È co-autore del volume “L’acquisto dei farmaci in ospedale” I° e II° edizione – Aboutpharma Editore. È stato Presidente della Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi Provveditori della sanità (FARE) dal 1993 al 2005. Ha svolto e svolge attività di consulenza e formazione, in ambito pubblico e privato. Giornalista pubblicista, è stato direttore responsabile delle rivista "TEME – Tecnica e metodologia economale". È articolista del “Sole 24 Ore Sanità", nonché direttore responsabile e articolista del periodico on line "News4market".