Spesa farmaceutica, scontro regione Sicilia–governo sugli effetti della modifica del canale distributivo

Il trasferimento di alcuni farmaci dalla distribuzione diretta alla convenzionata accende il confronto tra Regione Sicilia e Governo

I dati sulla spesa farmaceutica in Sicilia e le ricadute della norma nazionale che ha trasferito alcuni medicinali dalla distribuzione diretta a quella convenzionata hanno acceso un confronto tra Regione e Governo, dopo una lettera inviata dalla Regione Siciliana al ministero della Salute e all’Aifa sui primi sei mesi del 2025.

La missiva, firmata dal presidente della Regione Renato Schifani e dall’assessora alla Salute Daniela Faraoni, segnala un incremento della spesa ritenuto non proporzionato ai consumi e chiede una valutazione degli effetti delle norme introdotte con la legge di Bilancio 2024. Una lettura contestata dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha definito la lettera “difficilmente comprensibile per le inesattezze contenute”, annunciando una replica tecnica da parte di Ministero e Aifa.

La lettera della Regione Sicilia

Nel documento la Regione richiama un aumento del 27% della spesa per gli antidiabetici, a fronte di un incremento delle confezioni pari al 3,5%, oltre a rialzi per antiacidi, antipertensivi, farmaci urologici, antimicotici e medicinali per l’osteoporosi. Secondo la Regione, il passaggio all’acquisto tramite farmacie, previsto dalla normativa nazionale, avrebbe comportato costi superiori rispetto alla precedente fornitura attraverso le aziende sanitarie.

La lettera evidenzia inoltre il rischio di superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale, fissato al 6,80%, e richiama le possibili ulteriori pressioni legate alla riclassificazione delle gliflozine. Da qui la richiesta di valutare eventuali misure correttive.

La replica del sottosegretario Gemmato

Intervenendo a margine di un evento organizzato a Milano dall’Aifa, Gemmato ha contestato la ricostruzione della Regione, parlando di “inesattezze” e “strafalcioni” che renderebbero il documento tecnicamente poco interpretabile. Il sottosegretario ha annunciato una contro-osservazione dettagliata alla quale stanno lavorando Ministero e Aifa.

Gemmato ha inoltre criticato la selezione dei dati, giudicata parziale, ricordando che l’unico ente certificatore della spesa sanitaria è Aifa. In particolare, sul trasferimento delle gliptine, Aifa avrebbe registrato un risparmio di 9,7 milioni di euro. «Sembra più un attacco politico che una annotazione tecnica», ha affermato, aggiungendo che «è strano che in tutta Italia si risparmi tranne che in Sicilia».

La controreplica della Regione

Nella replica, l’assessora Daniela Faraoni ha precisato che l’iniziativa della Regione non intendeva formulare una critica politica, ma rappresentare un’analisi degli effetti delle norme nazionali sulla spesa farmaceutica regionale e un invito a valutarne una revisione.

«Abbiamo chiesto ai ministeri della Salute, dell’Economia e ad Aifa una revisione delle norme che stanno incidendo negativamente sulla spesa farmaceutica delle Regioni», ha dichiarato, richiamando il principio della “leale collaborazione” tra Stato e Regioni. Faraoni ha espresso rammarico per le dichiarazioni del sottosegretario, ribadendo che l’iniziativa si colloca, secondo la Regione, nell’ambito della cooperazione istituzionale «per il bene dei pazienti e del sistema sanitario». (fonte: Sanità 33)