Ministero ambiente, stesso operatore dal ’98. violati i principi di concorrenza e accesso a mercato

Servizio di prevenzione, contenimento e contrasto dell’inquinamento marino da idrocarburi

Dal 1998 ad oggi il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha affidato il servizio di prevenzione, contenimento e contrasto dell’inquinamento marino da idrocarburi sempre allo stesso operatore. Inoltre, la scelta di configurare l’affidamento del servizio nazionale di pronto intervento antinquinamento marino in un unico lotto di rilevanza nazionale non risulta preceduta da un’adeguata istruttoria e sorretta da un’adeguata motivazione, con conseguente possibile incidenza sulla contendibilità del mercato ed in potenziale contrasto con i principi comunitari di accesso al mercato, tutela della concorrenza e favor partecipationis.

E’ quanto ha evidenziato Anac con la delibera n. 28, approvata dal Consiglio dell’Autorità del 28 gennaio 2026, che fa riferimento a un appalto di 41 milioni e 800.000 euro, per un valore complessivo stimato dell’affidamento di oltre 100 milioni, e, al contempo, ricostruisce il susseguirsi degli affidamenti precedenti e le modalità di gestione, nel tempo, del servizio nazionale di pronto intervento antinquinamento marino da idrocarburi. La suddivisione degli appalti in lotti funzionali o prestazionali è espressione del principio di accesso al mercato e costituisce uno strumento volto a favorire la più ampia partecipazione alle procedure degli operatori economici, in particolare delle piccole e medie imprese, garantendo l’effettiva contendibilità degli affidamenti, ha spiegato l’Autorità. 

“La decisione della stazione appaltante di non procedere alla suddivisione in lotti richiede una motivazione specifica, coerente con l’oggetto dell’affidamento, che dia conto, oltre delle ragioni tecniche, economiche o funzionali, anche del contemperamento con l’interesse all’apertura alla concorrenza e della partecipazione delle piccole e medie imprese. In assenza di un apparato motivazionale adeguato, che dia conto di un’adeguata istruttoria, la scelta di prevedere l’affidamento dell’appalto in un unico lotto nazionale si pone in contrasto con i principi di accesso al mercato, tutela della concorrenza e di favor partecipationis sanciti dal diritto comunitario e recepiti dalle norme nazionali”. 

L’Autorità ha poi rimarcato, in relazione al precedente appalto, come “l’eliminazione dal contratto in essere, a decorrere dal dicembre 2024, del pattugliamento continuativo finalizzato al contenimento del marine litter e del pattugliamento delle aree prospicienti le piattaforme off-shore, presenta profili di criticità in relazione al principio di immodificabilità del contenuto negoziale nei contratti pubblici, in quanto l’applicazione del cosiddetto quinto d’obbligo non è andata ad incidere sulle quantità previste e/o su servizi meramente accessori, bensì su prestazioni che costituivano componenti essenziali del servizio affidato, incidendo in modo significativo sulle obbligazioni contrattuali assunte dall’appaltatore”.

“I controlli effettuati dalla Stazione appaltante sulla regolare esecuzione del servizio nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 31 agosto 2025  – aggiunge l’Autorità Anticorruzione – risultano carenti rispetto alle disposizioni di legge, non emergendo la nomina del Direttore dell’esecuzione, né l’emissione di attestazioni/certificati di verifica di conformità o documenti equipollenti idonei ad attestare l’integrale adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali assunte dall’appaltatore, né un’effettiva attività documentata di coordinamento delle Capitanerie di porto da parte del COIMAR, struttura ministeriale deputata al coordinamento operativo del dispositivo antinquinamento, e/o del Responsabile del procedimento”.
Ora, il Direttore Generale della Direzione Tutela Della Biodiversità e del Mare del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha tempo sessanta giorni per fornire riscontro, indicando quali iniziative intende mettere in atto, alla luce dei rilievi e delle osservazioni effettuate.
Per i propri profili di competenza, inoltre, il provvedimento è stato trasmesso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.