Centralizzazione degli acquisti e lotta alla corruzione: se ne parla a Cremona al convegno MePAIE

Conto alla rovescia per il convegno MePAIE: il 16 e 17 marzo appuntamento al Museo del Violino di Cremona per parlare di “Contenimento della spesa pubblica: strumenti, metodi e risultati”. È questo il tema dell’ottava edizione dell’evento dedicato al Mercato della Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa organizzato da Net4market – Csamed, guidata dall’amministratore unico Gianmaria Casella, con il patrocinio di F.A.R.E. e la collaborazione di A.R.E., A.T.E., A.L.E. e A.R.T.E.

Molteplici gli aspetti in cui è declinato il tema, «a partire dal grande interrogativo sulla spending review – evidenzia Gianmaria Casella – anche alla luce del nuovo Codice degli appalti e della situazione economica italiana, che non è migliorata. Il contenimento della spesa non ha portato sviluppo e, al contempo, il rapporto deficit/Pil è ancora molto alto. E allora a cosa serve realmente il contenimento della spesa?». Il dibattito si aprirà nell’ambito della tavola rotonda prevista per la mattinata del 16, in cui si parlerà di “Globalizzazione, mercato centralizzato degli acquisti pubblici e costi sociali“, con la partecipazione di Fabrizio Gianfrate (Professore di Economia Sanitaria e Farmaceutica, Università di Ferrara, Bologna, Roma LUISS), Cesare Azzali (Direttore Generale Unione Parmense degli Industriali), Stefano Cassamagnaghi (avvocato Foro Milano), Irene Facchinetti (Direttore Osservatorio fatturazione elettronica e dematerializzazione Politecnico di Milano) e Salvator Mairà (IRIMA Grenoble Ecole de Management – Grenoble).

L’altro macro-tema di attualità che sarà affrontato nella prima giornata del MePAIE riguarda la “Lotta alla corruzione”. «Sono stati messi in campo sempre più strumenti per rafforzare il controllo e la vigilanza – commenta l’amministratore unico di Net4market -: la spinta verso la centralizzazione degli acquisti, il rafforzamento del potere dell’autorità anticorruzione, la creazione di altri organismi di controllo, eppure ogni giorno veniamo a conoscenza di nuovi casi e vicende giudiziarie. Forse, a questo punto, bisognerebbe chiedersi se gli strumenti e gli obiettivi sono quelli giusti o se, invece, non sarebbe meglio cambiare prospettiva: anziché contenere la spesa, aumentare il Pil». Il dibattito sulla corruzione vedrà la partecipazione di Nerina Dirindin (12° Commissione permanente Igiene e Sanità, Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale), Lucio Lacerenza (avv. Foro di Roma), Giovanna Ceribelli (commercialista), Vito Domenico Sciancalepore (Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, consulente ANAC), Brice Boubehira (responsabile Net4market France), Massimo Cermelli (professore Universidad de Deusto – Bilbao) e Norbert Ruch (Femak).

Venerdì 17 focus sulla “Tecnologia al servizio dell’efficienza” con Andrea Nicolini (IT manager CISIS), Alessia Orsi (Responsabile area ICT – IntercentER), Salvator Mairà, Rodolfo Caloni (consigliere delegato Consorzio DAFNE), Daniele Pagliari (responsabile tecnico Net4market).

COME PARTECIPARE

Per consultare il programma collegati al link http://www.mepaie.it/mepaie/

Per iscriversi http://www.mepaie.it/iscrizione/

Per tutti coloro che si iscrivono al convegno è attiva una speciale promozione: uno sconto del 15% per l’acquisto del servizio Net4market Business, che consente di rimanere sempre aggiornati sulle gare ed effettuare in modo semplice e veloce le iscrizioni agli albi fornitori. Scopri di più su www.net4market.com

Sempre aggiornati sui bandi europei con il servizio di Net4market

Aggiornamenti tempestivi, costanti e puntuali su tutte le gare pubblicate in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea: non è utopia ma realtà, grazie al servizio offerto da Net4market – CSAmed s.r.l., che mette a disposizione di tutti coloro che operano nell’ambito degli appalti la possibilità di essere quotidianamente avvisati di tutte le gare attive, già opportunamente filtrate in base ai propri settori d’interesse, attraverso la classificazione CPV (“common procurement vocabulary”, classificazione merceologica ufficiale europea).

Net4market, infatti, primo eSender italiano, pubblica sul TED (Tender Electronic Daily), la versione online del supplemento della Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dedicato agli appalti pubblici, dal 2005.

Per garantire un servizio sempre completo e aggiornato alle recenti novità europee, l’amministratore unico di Net4market, Gianmaria Casella, ha partecipato lo scorso 20 settembre al “TED eSenders Annual Meeting” a Lussemburgo, presso l’Ufficio Pubblicazioni dell’Unione Europea, a cui sono chiamati a partecipare tutti gli eSenders d’Europa. Il convegno è stato l’occasione per un aggiornamento sui più recenti standard elettronici da utilizzare per le pubblicazioni a livello comunitario e sulle date entro cui dovranno essere adottati. Un focus particolare è stato posto sul Documento di Gara Unico Europeo (DGUE), un’autocertificazione che agevola la partecipazione a procedure ad evidenza pubblica in tutti i Paesi facenti parte dell’Unione Europea, che a partire da ottobre 2018 sarà fornito solo ed esclusivamente in forma elettronica.

Il servizio di ricezione quotidiana dei bandi pubblicati sulla GUUE viene fornito da Net4market acquistando il pacchetto FARE Generale. L’adesione consente di ricevere ogni mattina, nella propria casella di posta elettronica, gli avvisi presenti sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, relativi ai Paesi europei e alle CPV di proprio interesse. Un report con tutte le informazioni necessarie a portata di click.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.net4market.com

Codice degli Appalti tra luci e ombre: successo per il convegno di Net4market a Cagliari

Enti sanitari, pubbliche amministrazioni e imprese: insieme per capire luci e ombre del nuovo Codice degli Appalti. Nella sede di Confindustria, a Cagliari, si è svolto il 5 luglio il partecipato convegno dal titolo MePAIE (Mercato della Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa) organizzato da Net4market – CSAmed Srl, società di servizi di Cremona attiva nell’e-procurement e nella formazione, Confindustria Sardegna Meridionale, A.R.P.E.S (Associazione Regionale Provveditori Economi della Sardegna)Faticoni Srl.

Molteplici le sfumature in cui è stato declinato il tema “PMI e mercato pubblico: opportunità dal nuovo Codice” per capire come affrontare il cambiamento grazie alla partecipazione di avvocati, esperti e di coloro che ogni giorno operano nell’ambito delle gare.

In apertura dei lavori sono intervenuti Lucetta Milani (presidente della Sezione Terziario Innovativo di Confindustria Sardegna Meridionale) e Gianmaria Casella (amministratore unico di Net4market – CSAmed Srl), per poi lasciare la parola a Cinzia Lilliu (CAT Sardegna) sul tema “La centralizzazione degli acquisti e il rispetto della PMI”. L’avvocato Lucio Lacerenza (vedi anche gli approfondimenti pubblicati nel nostro Focus on) è entrato nel merito degli articoli del nuovo codice, rispondendo anche alle numerose domande del pubblico, mentre Francesca Minerva (Consip) ha parlato del mercato elettronico della Pubblica Amministrazione.

L’evento è stato l’occasione per analizzare le opportunità offerte dal Codice a vantaggio delle micro, piccole e medie imprese, tra cui l’obbligo, da parte della stazione appaltante, del pagamento diretto dei subappaltatori, la suddivisione in lotti di lavorazione o prestazionali per garantire alle micro e piccole imprese l’effettiva possibilità di partecipare agli appalti, la restituzione alle imprese della libertà di scelta del contratto da applicare, misure premiali per i concessionari che coinvolgano le Pmi negli appalti, la riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese in un’ottica di semplificazione e molte altre novità. Non mancano comunque aspetti per così dire ‘controversi’. Qualche esempio? «Se l’obiettivo era di semplificare gli oneri documentali a carico delle imprese, la norma sul Documento di gara unico europeo DGUE (art. 85) non pare aver colto nel segno» sottolinea l’avvocato Lacerenza. Così come suscita riserve «la previsione del rating di legalità anche tra i criteri di valutazione dell’offerta (art. 95 co. 13) in considerazione del fatto che esso attiene più propriamente alla qualificazione dell’impresa, come specificato dallo stesso Codice a proposito del sistema reputazionale (art. 83 co. 10), e non già alla diversa fase della valutazione dell’offerta tecnica proposta dall’operatore».

L’evento organizzato a Cagliari è soltanto la prima tappa di una serie di appuntamenti di formazione e informazione sugli appalti che toccheranno diverse città italiane, tra cui Roma, Milano e Napoli, arricchiti anche da seminari in aula con avvocati specializzati. Il convegno MePAIE diventa così un’occasione d’incontro tra operatori economici, associazioni di categoria ed enti locali ma soprattutto il motore del dibattito culturale ed economico.

Per accedere alla Photo gallery dell’evento collegati al sito Mepaie

Codice degli appalti, tra testo e contesto

a cura dell’avvocato Angelo Lucio Lacerenza.

Che il nuovo Codice degli appalti fosse “nato prematuro” era noto dal testo, come dimostra la vasta disciplina transitoria su molti aspetti anche di grande rilievo, a partire dalle SOA. La nota dolente è che il testo, alla prova dei fatti e del contesto giuridico italiano, rischia di generare non pochi contenziosi ed incertezze, a danno di imprese e stazioni appaltanti.

La sorte del “famigerato art. 38” del vecchio Codice (così detto per la quantità di contenzioso che aveva prodotto) sembrerebbe accompagnare l’attuale art. 80 del d.lgs. 50/2016, e sotto piu’ aspetti. Sotto un profilo soggettivo, in caso di partecipazione agli appalti di soggetti diversi da D.I., S.N.C. e S.A.S., tra coloro che devono rendere le dichiarazioni di moralità risultano genericamente individuati i “soggetti muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo”. Se, a parere di chi scrive, non ci sono dubbi per i sindaci e loro supplenti, revisori dei conti e membri dell’organismo di vigilanza ove adottato il modello 231, resta l’enigma dei procuratori speciali i cui poteri di rappresentanza hanno alimentato una vasta e talvolta alternante giurisprudenza in costanza del vecchio Codice, incertezza che permarrebbe anche ora stante la genericità della norma. Sotto un profilo procedurale, la norma grava le commissioni anche della verifica dei requisiti di qualificazione della terna obbligatoria dei subappaltatori da indicare già in sede di gara, con un conseguente appesantimento del procedimento di gara.

Se l’obiettivo era di semplificare gli oneri documentali a carico delle imprese, la norma sul Documento di gara unico europeo DGUE (art. 85) non pare aver colto nel segno. L’aver previsto che le stazioni appaltanti “accettano” il DGUE lascerebbe intendere una volontarietà della sua presentazione, non già un obbligo, almeno sino al 18 aprile 2018. Peccato che il Documento non sia allineato con il d.lgs. 50/2016 (essendo stato pubblicato dalla UE lo scorso gennaio quando l’Italia era ancora alle prese con i principi generali del Codice); che vi siano difficoltà di funzionamento del link messo a disposizione per il servizio di compilazione del Documento; che sussiste un diverso atteggiarsi delle amministrazioni, non richiedendolo affatto da parte di talune, altre prevedendone la presentazione da parte del solo legale rappresentante del concorrente, tal’altre da parte di tutti i soggetti apicali previsti dall’art. 80.

Sulle cauzione provvisorie e definitive (artt. 93 e 103), ed in particolare sulla possibilità di cumulare le riduzioni dell’importo da garantire al ricorrere di determinate certificazioni di qualità, sarebbe interessante conoscere se fosse volontà del Legislatore o trattasi di refuso l’aver escluso dal cumulo l’abbattimento del 15% in caso di possesso di UNI EN ISO 14064-1 o di UNI ISO/TS 14067, posto che quando il Codice ha voluto escludere il cumulo lo ha fatto espressamente (ad esempio in caso di certificazione OHSAS 18001).

Riserve suscita la previsione del rating di legalità anche tra i criteri di valutazione dell’offerta (art. 95 co. 13) in considerazione del fatto che esso attiene più propriamente alla qualificazione dell’impresa, come specificato dallo stesso Codice a proposito del sistema reputazionale (art. 83 co. 10), e non già alla diversa fase della valutazione dell’offerta tecnica proposta dall’operatore. Sempre sul versante reputazionale urterebbe contro il principio del diritto alla difesa sancito dall’art. 24 della Costituzione l’aver previsto “l’incidenza del contenzioso sia in sede di partecipazione alle procedure di gara che in fase di esecuzione del contratto” ai fini del conseguimento della certificazione dell’Anac (art. 83 co. 10); il che equivale a “scoraggiare” le imprese dal ricorrere al giudice pur di conseguire la certificazione stessa. Bene ha fatto l’Anac a sollevare dubbi sulla norma nei suoi “Criteri reputazionali per la qualificazione delle imprese” posti in pubblica consultazione lo scorso 10 giugno.

Non meno dubbi sorgono a proposito di alcuni profili circa la valutazione delle offerte. E’ il caso del criterio del “costo del ciclo di vita” dell’appalto (art. 96) che comprende tutti i costi – o parti di essi – legati al ciclo di vita della commessa. Il criterio, ove non meglio chiarito, rischia di ampliare in modo non proporzionale il novero dei dati che gli offerenti devono esporre nella propria offerta economica, ad esempio negli appalti di fornitura laddove i beni dopo aver esaurito la loro funzione devono essere smaltiti da operatori specializzati che di regola sono diversi dai fornitori dei beni stessi (tipico è il caso dei toner che, esauriti, devono essere smaltiti come rifiuti speciali secondo le prescrizioni del d.lgs. 152/2006).

Incertezze ancor più significative suscita la norma sull’anomalia delle offerte nelle gare da aggiudicare al prezzo più basso (art. 97 co. 2). Per individuare la soglia di anomalia è necessario procedere al sorteggio pubblico, prima dell’apertura delle offerte economiche, di uno tra i 5 criteri indicati dal Codice (si tratta di 5 diverse medie aritmetiche); qualora ad essere sorteggiato fosse il quinto criterio (lett. e), la soglia è il frutto di un complesso calcolo che combina media aritmetica dei ribassi, scarto medio aritmetico dei ribassi e applicazione di un coefficiente scelto, con un secondo sorteggio, tra una serie di valori indicati dal Codice (0,6; 0,8; 1; 1,2; 1,4). Al di là della complessità del calcolo (che non pochi problemi creerà alle stazioni appaltanti), e con buona pace dello scopo della norma di non creare cordate tra i partecipanti all’appalto, il Legislatore ha di fatto affidato l’aggiudicazione degli appalti (e quindi il destino delle imprese) alla “cabala”, atteso che da simulazioni effettuate sull’applicazione dei diversi criteri ad una stessa gara risulterebbero soglie di anomalia diverse a seconda dell’applicazione di questo o quel criterio.

Per non parlare del fatto che ai fini della giustificazione dell’offerta la stazione appaltante può chiedere per iscritto al concorrente la presentazione delle proprie argomentazione assegnando un termine secco di almeno 15 giorni (art. 97 co. 5), venendo così meno la possibilità, prevista dal vecchio Codice, del contraddittorio in una fase estremamente complessa della procedura di gara (a parere di chi scrive, con grave lesione dei diritti di difesa degli operatori).

Le incertezze non mancano anche dopo l’aggiudicazione. Sul subappalto, al limite del 30% sull’importo complessivo del contratto (art. 105 co. 2) si affiancherebbe l’ulteriore limite del 30% (art. 105 co. 5) sulle opere superspecialistiche che superano il 10% dell’importo totale dei lavori, con la conseguenza, non irrilevante, di poter operare nei fatti con due distinti subappalti.

Rilevante è la norma sulla obbligatoria indicazione della terna di subappaltatori per gli appalti di importo superiore alle soglie comunitarie e per i quali non sia necessaria una particolare specializzazione (art. 105 co. 6), con facoltà per la stazione appaltante di estendere tale obbligo anche agli appalti di importo più modesto. Premesso che simile norma era già prevista dall’art. 34 dell’abrogata legge 109/1994 (fino a un massimo di 6 subappaltatori), non possono sottacersi difficoltà applicative poiché vi sono alcuni settori “di nicchia” nei quali operano pochissimi operatori, con conseguente difficoltà di trovare subappaltatori; poiché l’appalto è un contratto di durata che si svilupperà anche a distanza di moltissimi mesi rispetto alla presentazione dell’offerta, momento nel quale scatta l’obbligo di indicare la terna; per le vicende successive alla presentazione dell’offerta che potrebbero investire il subappaltatore nominato (esempio, perdita dei requisiti di qualificazione); per l’appesantimento della procedura di gara, atteso che la commissione dovrà verificare il possesso dei requisiti anche dei subappaltatori indicati; poiché il Codice non chiarisce se un’impresa indicata in sede di gara come subappaltrice possa partecipare alla medesima procedura anche in proprio o come componente di un RTI.

In tema di risoluzione del contratto di appalto da parte della stazione appaltante, infine, meriterebbe un approfondimento la diversa disciplina sulla facoltà o sulla doverosità di attivare il rimedio al ricorrere, tuttavia, dei medesimi reati escludenti previsti dall’art. 80 (artt. 108 co. 1, lett. c, art. 108 co. 2, lett. b).

La citata rassegna non ha pretesa di esaurire le molte ombre del Codice, rispetto alle quali sarebbe auspicabile un intervento riparatore del Legislatore. In mancanza del quale non resta che affidarsi all’opera chiarificatrice delle Corti giudiziarie nazionali ed europee e dell’Anac.

Riproduzione riservata

Documento di gara unico europeo, c’è il sito web dedicato

Documento di gara unico europeo, ora c’è il sito internet dedicato. Collegandosi al link predisposto dalla Commissione europea, è possibile visualizzare tutte le istruzioni per la compilazione del DGUE; un servizio messo a disposizione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, che aiuta a capire come procedere, passo passo, per la redazione del Documento previsto dall’articolo 85 del nuovo Codice degli appalti.

Come illustrato sul sito internet dedicato, il Documento di gara unico europeo è un’autodichiarazione dell’impresa sulla propria situazione finanziaria, sulle proprie capacità e sulla propria idoneità per una procedura di appalto pubblico. È disponibile in tutte le lingue dell’UE e si usa per indicare in via preliminare il soddisfacimento delle condizioni prescritte nelle procedure di appalto pubblico nell’UE. Grazie al DGUE gli offerenti non devono più fornire piene prove documentali e ricorrere ai diversi moduli precedentemente in uso negli appalti UE, il che costituisce una notevole semplificazione dell’accesso agli appalti transfrontalieri. A partire da ottobre 2018 il DGUE è fornito esclusivamente in forma elettronica.

La Commissione europea mette gratuitamente un servizio web a disposizione degli acquirenti, degli offerenti e di altre parti interessate a compilare il DGUE elettronicamente. Il modulo on line può essere compilato, stampato e poi inoltrato all’acquirente con le altre parti dell’offerta. Se la procedura è esperita elettronicamente il DGUE può essere esportato, salvato e presentato elettronicamente. Il DGUE presentato in una procedura di appalto pubblico precedente può essere riutilizzato a condizione che le informazioni siano ancora valide. Gli offerenti possono essere esclusi dalla procedura di appalto o essere perseguiti se nel DGUE sono presentate informazioni gravemente mendaci, omesse o che non possono essere comprovate dai documenti complementari.

dal sito web ufficiale della Commissione Europea