Obblighi di pubblicità ai sensi del decreto semplificazioni: chiarimenti ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici, prot. n. 523 in data 13.01.2021

Oggetto: Chiarimenti sugli obblighi di pubblicità ai sensi dell’articolo 1, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020 n. 120, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.

Come noto, il decreto legge n. 76 del 2020, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, contiene numerose disposizioni che incidono sui diversi settori di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed interviene, in primo luogo, sulla disciplina delle procedure di affidamento degli appalti pubblici, sotto e sopra soglia comunitaria, mediante misure di semplificazione e velocizzazione, in alcuni casi a regime (ovvero attraverso la modifica del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, di seguito, “Codice dei contratti” o “Codice”) e in altri in via temporanea.
Come già chiarito con la circolare del 18 novembre u.s. a firma del Sig. Ministro, per gli appalti sotto soglia, fino al 31 dicembre 2021, sarà possibile procedere agli affidamenti diretti sino ad euro 150 mila per i lavori, nonché utilizzare le procedure di gara senza bando fino al raggiungimento delle soglie comunitarie di cui all’articolo 36 e 63 del Codice dei contratti.
Per gli affidamenti sopra soglia comunitaria, oltre alla riduzione dei termini procedimentali, sarà possibile il ricorso alle procedure negoziate senza bando quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti dagli effetti negativi della crisi causata dalla pandemia da COVID-19 o dal periodo di sospensione delle attività determinato dalle misure di contenimento adottate per fronteggiare la crisi, i termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie non possono essere rispettati.
Con riferimento alle modalità di svolgimento delle procedure di affidamento sotto soglia, si ritiene opportuno ricordare che l’articolo 1, comma 2, lettera b) del decreto –legge n. 76 del 2020 subordina l’utilizzo della procedura negoziata senza bando di cui all’articolo 63 del codice del contratti pubblici alla consultazione di un numero di operatori (5, 10, 15) graduato a seconda dell’importo dell’affidamento. Al contempo, viene precisato che gli operatori economici devono essere individuati sulla base di indagini di mercato o tramite appositi elenchi e che le stazioni appaltanti nella formulazione degli inviti devono rispettare un criterio di rotazione, che tenga conto anche della diversa dislocazione territoriale delle imprese.
Orbene, la disposizione, nella sua originaria formulazione, prevedeva che l’avviso sui risultati della procedura di affidamento dovesse contenere anche l’indicazione dei soggetti invitati.
Durante i lavori parlamentari di conversione del decreto – legge, la disposizione è stata integrata mediante l’inserimento di un periodo del seguente tenore testuale: “Le stazioni appaltanti danno evidenza dell’avvio delle procedure negoziate di cui alla presente lettera tramite pubblicazione di un avviso nei rispettivi siti internet istituzionali”.
E’, dunque, evidente la “ratio legis” che, al fine di garantire la più ampia trasparenza dell’azione amministrativa e come necessario contrappeso all’innalzamento delle soglie di riferimento e alla relativa riduzione del numero di operatori da consultare, impone specifici obblighi in capo alle stazioni appaltanti, che devono dare evidenza sia dell’avvio delle procedure negoziate di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), del decreto-legge in oggetto, sia dei risultati della procedura di affidamento, con la precisazione che solo quest’ultimo avviso conterrà anche l’indicazione dei soggetti invitati.
Quanto alle modalità di espletamento delle procedure negoziate, si evidenzia che esse si articoleranno in due fasi:
1) una prima fase di scelta, da parte delle stazioni appaltanti, degli operatori da invitare al confronto competitivo mediante lo svolgimento di indagini di mercato (preordinate a conoscere gli operatori interessati a partecipare alle procedure di selezione per lo specifico affidamento) oppure previa consultazione di elenchi di operatori economici;
2) una seconda fase, che vede il confronto competitivo tra gli operatori economici selezionati e invitati e che si conclude con la scelta dell’affidatario.
Nel caso in cui la stazione appaltante decida di fare ricorso ad indagini di mercato, le linee guida n. 4 dell’ANAC prevedono che “la stazione appaltante assicura l’opportuna pubblicità dell’attività di esplorazione del mercato, scegliendo gli strumenti più idonei in ragione della rilevanza del contratto per il settore merceologico di riferimento e della sua contendibilità, da valutare sulla base di parametri non solo economici. A tal fine, la stazione appaltante pubblica un avviso sul profilo di committente, nella sezione “amministrazione trasparente” sotto la sezione “bandi e contratti”, o ricorre ad altre forme di pubblicità. La durata della pubblicazione è stabilita in ragione della rilevanza del contratto, per un periodo minimo identificabile in quindici giorni, salva la riduzione del suddetto termine per motivate ragioni di urgenza a non meno di cinque giorni.”.
L’avviso di avvio dell’indagine di mercato indica almeno il valore dell’affidamento, gli elementi essenziali del contratto, i requisiti di idoneità professionale, i requisiti minimi di capacità economica/finanziaria e le capacità tecniche e professionali richieste ai fini della partecipazione, il numero minimo ed eventualmente massimo di operatori che saranno invitati alla procedura, i criteri di selezione degli operatori economici, le modalità per comunicare con la stazione appaltante.
Pertanto, nell’ipotesi in cui l’Amministrazione scelga di condurre un’indagine di mercato, la pubblicazione dell’avviso relativo all’avvio dell’indagine di mercato sul proprio sito istituzionale, di cui alle cennate Linee Guida, deve ritenersi, anche in ossequio alla finalità di semplificazione amministrativa che ispira l’intero decreto legge n. 76 del 2020, necessaria in quanto satisfattiva dell’obbligo di pubblicazione di avvio della procedura previsto dal citato articolo 1, comma 2, lettera b).
Laddove, invece, la stazione appaltante decida di utilizzare elenchi, la stessa, in applicazione delle previsioni di cui al citato articolo 1, comma 2, è tenuta a dare immediata evidenza dell’avvio della procedura negoziata mediante la pubblicazione sul proprio sito istituzionale di uno specifico avviso, recante l’indicazione anche dei riferimenti dell’elenco da cui le imprese sono state scelte. Ciò, al fine di garantire la massima trasparenza dell’azione amministrativa e di consentire, al contempo, nuove iscrizioni in detto elenco. 
A tale riguardo, si richiama l’attenzione sulla necessità di provvedere, nel rispetto delle forme di pubblicità di cui alle predette Linee Guida 4, all’aggiornamento degli elenchi di operatori economici preesistenti all’entrata in vigore del decreto legge n. 76 del 2020, stante l’innalzamento delle soglie per le quali è de iure condito consentito il ricorso alle procedure negoziate ex art. 63 del codice dei contratti e l’ineludibile esigenza di assicurare la più ampia partecipazione degli operatori economici.
Da ultimo, si coglie l’occasione per rammentare che l’articolo 2-bis del decreto legge n. 76 del 2020 prevede che: “Alle procedure di affidamento di cui agli articoli 1 e 2 gli operatori economici possono partecipare anche in forma di raggruppamenti temporanei di cui all’articolo 3, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.”.
Conseguentemente, in forza di detta disposizione, non solo gli operatori economici invitati potranno partecipare alle procedure negoziate anche sotto forma di raggruppamento temporaneo di imprese (R.T.I), – ovvero, per analogia, delle altre figure plurisoggettive, di cui al Codice dei contratti -, ma ancor prima potranno, anche in forma di R.T.I., rispondere all’indagini di mercato ovvero chiedere l’iscrizione negli elenchi tenuti dalle stazioni appaltanti e dalle stesse utilizzati per l’individuazione delle imprese da invitare alle procedure negoziate.

Dl Semplificazioni, le norme sblocca-appalti estese a tutto il 2021

Via libera all’unanimità in commissione al Senato ad un emendamento delle opposizioni – sostenuto dal Governo – per allungare i tempi delle deroghe al Codice degli appalti

Via libera in commissione Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato ad un emendamento delle opposizioni, che ha avuto il sì del governo, che sposta i termini di tutte le deroghe dal 31 luglio 2021 a dicembre 2021. Si tratta di un’apertura della maggioranza e dello stesso escutivo ad una delle richieste presentate delle opposizioni e cioè allungare i tempi di validità della procedura speciale sugli appalti, in deroga al Codice.

Il decreto semplificazioni è all’esame del Senato. Sul testo pesano 2.600 emendamenti, di cui circa 1.400 della maggioranza. Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 14 settembre.

Via libera a norme sblocca-appalti efficaci fino al 31 dicembre 2021

Le misure volte a sbloccare gli appalti inserite nel decreto Semplificazioni saranno efficaci fino al 31 dicembre del 2021. Lo prevede l’emendamento approvato all’unanimità dalle commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici del Senato, dopo un accordo tra maggioranza e opposizione. L’emendamento approvato è quello con primo firmatario Luigi Augussori (Lega) ed è stato riformulato. Nella versione originale la scadenza era spostata al 31 dicembre 2023. Proposte analoghe erano arrivate anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia. È stata quindi raggiunta una mediazione, accorciando la durata rispetto a quanto inserito nelle proposte di modifica dei partiti di opposizione. La scadenza è ora il 31 dicembre 2021.Fino a quella data è previsto l’affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150.000 euro. Dopo di che si passa a una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile, fino ad arrivare alla soglia di rilevanza comunitaria.

I nodi aperti
Quello a palazzo Madama è solo il primo passaggio per un dl che entro metà mese va convertito in legge. Al netto delle proposte giudicate inammissibili, restano da vagliare circa 1.700 emendamenti. Di certo non mancano i fronti caldi, sia all’interno della maggioranza sia con l’opposizione. A Liberi e Uguali non vanno giù le misure sull’edilizia, che agevolano demolizioni e ricostruzioni. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, insiste sull’emendamento a sua firma. Per un intervento, spiega, volto a “sburocratizzare” l’ammodernamento degli stadi di calcio. Progetti per cui, sottolinea, “ballano miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro, spesso bloccati dal niet delle sovrintendenze”. La norma da inserire prevede, in sostanza, che una volta ottenuto il via libera del Comune si possa procedere alla demolizione, alla trasformazione o alla ricostruzione. Sull’argomento c’è però anche un’altra proposta, quella firmata dalla senatrice del Partito Democratico, Caterina Biti. Un emendamento, spiega la stessa senatrice, “che permetterebbe finalmente la ristrutturazione e gli investimenti delle società sportive sugli stadi vincolati, tra cui l’Artemio Franchi di Firenze.

La proposta del Pd sul Durc

Sempre dal Pd arriva un emendamento che sta a cuore anche alla Cgil. Si tratta della proposta avanzata dal senatore dem Franco Mirabelli, con l’obiettivo di contrastare il lavoro nero nei cantieri. La presentazione del Durc, il documento che attesta la regolarità contributiva, diventerebbe obbligatoria laddove si voglia beneficiare del superbonus al 110%. E il Durc dovrebbe anche includere la “verifica di congruità” sulla mano d’opera, per certificare la proporzionalità tra il numero di unità impiegate e il lavoro da realizzare. “Ci aspettiamo che il Governo approvi e sostenga” l’emendamento, incalza il sindacato. La ripresa, rimarca la Cgil, può essere “pienamente garantita” sostenendo occupazione di qualità e in sicurezza, anche a tutela delle imprese corrette “che non possono subire la concorrenza sleale dei ‘furbetti del cantierino’ o di chi si improvvisa imprenditore edile”.

Fonte: Il Sole24ore

Le complicazioni del Decreto “Semplificazioni”

a cura del dott. Marco Boni, direttore responsabile di News4market

Si chiama DL “Semplificazioni”, ma rischia di creare maggiori complicazioni nell’attività della PA.

Lo afferma l’Osservatorio sulla Semplificazione Amministrativa (OSA) promosso da ASMEL, l’Associazione che raccoglie oltre 3300 Comuni in tutt’Italia). I tempi di realizzazione delle opere ( da 2 anni in su) non dipendono dalla durata delle gare ( 90 giorni ) – su cui interviene il decreto semplificazioni – ma alla durata delle fasi pre e post gara e dalle troppe leggi che appesantiscono l’azione amministrativa. Gli emendamenti al DL n. 76/2020 proposti da ASMEL.

Il gruppo di lavoro dell’Osservatorio, coordinato dall’ing. Donato Carlea, presidente emerito del Consiglio superiore dei lavori pubblici, ha elaborato un rapporto dettagliato sulle criticità presenti nel Decreto che, invece di semplificare, appesantiscono l’azione amministrativa.

Secondo l’OSA per semplificare occorre tagliare le troppe leggi e non aggiungerne altre, che intervengono per creare sospensioni e nuovi adempimenti validi fino al 31 luglio 2021. Con l’aggravante di dover interpretare il “combinato disposto” di vecchie e nuove norme. Sarebbe bastato scrivere: “fino al 31 luglio 2021 è possibile derogare al Codice Appalti vigente e far riferimento alle direttive europee”.

Formula che ha già dato ottima prova di sé con il Decreto per il Ponte di Genova, portato a termine in tempi record. Peraltro, le norme europee, già oggi sono inderogabili perché di rango superiore a quelle italiane e sono scritte in italiano chiaro e semplice. A differenza del bizantino linguaggio in uso nel nostro Codice, tipica espressione del nostro bigottismo normativo, basato sulla cultura del sospetto.

L’insieme dei rilievi è stato sintetizzato in quella che è stata provocatoriamente battezzata come “TABELLA COMPLICAZIONI”, che prende di mira le modifiche al Codice Appalti. Tutte miranti,  sostiene l’OSA,  a ridurre i tempi di espletamento delle gare.

Che sono piccola cosa rispetto ai tempi necessari per portare a termine gli appalti. La cui durata media – secondo i dati elaborati dall’Agenzia della Coesione della Presidenza del Consiglio – si aggira attorno ai 2 anni e tre mesi per importi sotto i 100mila euro, per salire fino a 15 anni e 8 mesi per le grandi opere.

Le gare, invece, possono tranquillamente espletarsi in 90 giorni, secondo ASMEL, che cita la durata media delle 5.000 gare espletate dalla propria Centrale di committenza. Provare a ridurre ulteriormente i tempi di gara non solo è irrilevante rispetto alla durata dell’appalto, ma rischia di produrre l’effetto opposto per i dubbi e le incertezze ingerente da nuove norme che vanno a complicare ancor più un Codice, ormai definito come “manuale di enigmistica giuridica, a risposte multiple”.

“Semplificare vuol dire rendere il più semplice possibile – sostiene il Presidente Carlea – coniugando così le esigenze di trasparenza e di efficienza dell’azione amministrativa. Occorre eliminare le troppe e complicate norme che vanificano i migliori intendimenti, mettendo nell’angolo le eccellenze che ci sono e operano con impegno, anzi rischiando di allontanare dalla pubblica amministrazione le migliori energie e i migliori talenti”.

RACCOLTA PROPOSTE DI EMENDAMENTI

Ddl AS 1883-  Conversione in legge del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale

All’articolo 1, comma 1, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, le parole “si applicano le procedure di affidamento di cui ai commi 2, 3 e 4”, sono sostituite le parole “si possono applicare le procedure di affidamento di cui ai commi 2, 3 e 4”.

Relazione

La norma, così come scritta, suscita problemi interpretativi. Infatti, sul piano oggettivo essa è certamente una deroga alle previsioni del d.lgs. 50/2016 e, come tale, non può certo essere vincolante, dal momento che la deroga non abolisce la norma derogata. Tuttavia, il verbo applicare utilizzato all’indicativo presente impersonale, nel lessico giuridico assume valore imperativo. La formulazione attuale, quindi, potrebbe essere intesa nel senso che le PA sono obbligate a derogare alle previsioni del codice dei contratti. Si tratterebbe di una conclusione, però erronea. Sono evidenti, allora, i rischi di contenzioso e quelli derivanti dall’allungamento dei tempi di istruttoria di istruttoria, del tutto contrastanti con le finalità di semplificazione perseguite dal decreto. Sicché è opportuno chiarire che si tratta di opportunità e non di obbligo.


All’articolo 1, comma 2, lettera a), del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, dopo le parole “per lavori” le parole “, servizi e forniture” sono abrogate. È altresì abrogata la parola “comunque,”.

Relazione

La formulazione attuale del testo afferma che l’affidamento diretto: a) sia possibile per lavori servizi e forniture di importo inferiore a 150.000 euro; b) sia, però, anche possibile per servizi e forniture nei limiti delle soglie dell’articolo 35, e cioè fino alle soglie comunitarie, che:

1. per servizi e forniture delle amministrazioni non statali sono superiori a 150.000 euro (214.000);

2. per servizi e forniture delle amministrazioni statali sono inferiori a 150.000 euro (139.000). Occorre un coordinamento delle previsioni normative, allo scopo di evitare equivoci. Con questa modifica si superano i problemi interpretativi.


All’articolo 1, comma 2, lettera b), del decreto legge 16 luglio 2020 dopo le parole «ove esistenti» sono soppresse le parole «nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, che tenga conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate,».

Relazione

La procedura negoziata disciplinata alla all’art. 1, comma 2 lett.b), conferma le soglie già in vigore per le procedure negoziate, ma inserisce, in maniera inopportuna, quale criterio da seguire oltre che la rotazione degli inviti anche la previsione di una “diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate”. Tale obbligo rischia di compromettere l’efficienza dell’affidamento e l’effettiva contendibilità dell’appalto che è presupposto di un’efficace concorrenza. Per alcune tipologie di servizi (es. Refezione scolastica, trasporto scolastico ecc.) l’ambito territoriale di operatività delle imprese è determinante per la concorrenzialità delle offerte, viceversa si rispetterebbe soltanto formalmente l’apertura al libero mercato e non da un punto di vista sostanziale.uro (139.000). Occorre un coordinamento delle previsioni normative, allo scopo di evitare equivoci. Con questa modifica si superano i problemi interpretativi.


All’articolo 2 comma 1, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, sostituire le parole “si applicano le procedure di affidamento e la disciplina dell’esecuzione del contratto di cui al presente articolo qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021” con le parole “si applicano direttamente le disposizioni contenute nelle Direttive 2014/23/Ue, 2014/24/UE, 2014/25/UE qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021. Per ogni procedura di appalto è nominato un responsabile unico del procedimento che, con propria determinazione adeguatamente motivata, valida ed approva ciascuna fase progettuale o di esecuzione del contratto, anche in corso d’opera.”.

Relazione

La norma, così come scritta, suscita problemi interpretativi e produce una burocratizzazione delle procedure che non risponde ai principi di efficienza e celerità propri delle Direttive europee. La soluzione proposta, integrata esclusivamente con le disposizioni di cui all’art.3 del decreto legge 16 luglio 2020, n.76, produce con effetto immediato l’adozione nell’ordinamento nazionale delle prescrizioni europee valide per la disciplina degli appalti sopra soglia UE.


All’articolo 2 i commi 2, 3, 4, 5, 6, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, sono soppressi.

Relazione

La norma, così come scritta, suscita problemi interpretativi e produce una burocratizzazione delle procedure che non risponde ai principi di efficienza e celerità propri delle Direttive europee. La soluzione proposta, integrata esclusivamente con le disposizioni di cui all’art.3 del decreto legge 16 luglio 2020, n.76, produce con effetto immediato l’adozione nell’ordinamento nazionale delle prescrizioni europee valide per la disciplina degli appalti sopra soglia UE.


All’articolo 4 del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, al comma 1, inserire la seguente lettera c): Dopo l’ultimo periodo inserire il seguente: “Il contratto può essere sempre sottoscritto, anche nella forma pubblica amministrativa, da remoto, mediante scambio di firma digitale sul documento contrattuale. Nel caso della forma dell’atto pubblico, l’ufficiale rogante riconosce l’identità dei sottoscriventi tramite esibizione del documento di identità a video e verifica della validità dell’efficacia della firma digitale.”.

Relazione

Occorre consentire, finalmente, la sottoscrizione dei contratti, anche nella forma dell’atto pubblico, da remoto, come ormai consente la tecnologia, evitando inutili e costosi spostamenti da parte dei rappresentanti degli operatori economici.


L’articolo 6 del decreto legge 16 luglio 2020, n.76 è sostituito dal seguente “Fino al 31 luglio 2021 l’attività di verifica e validazione di cui all’art.26 del Decreto Legislativo 19 aprile 2016, n.50 e s.m. e i. è autocertificata dal progettista o dai progettisti firmatari della progettazione esecutiva”.

Relazione

Il Collegio Tecnico Consultivo comporta l’ennesimo aumento della burocrazia. È più giusto chiedere al progettista o al gruppo dei progettisti di assumersi tutte le responsabilità di quello che hanno progettato; ciascuno per quanto di propria competenza. In questa fase emergenziale è necessario escludere la verifica e la validazione in capo al RUP, per poi procedere ad una disciplina a regime che risponda alla medesima logica. La validazione deve essere in capo al progettista che se ne assume tutte le responsabilità.


All’articolo 8, comma 5, lettera a) del decreto legge 16 luglio 2020 il punto 2 è soppresso.

Relazione

Il comma 5 dell’art.8 del DL Semplificazioni, nel definire i criteri di qualificazione di cui all’art.38 del D.Lgs. n.50/2016 dispone che al comma 2, primo periodo, le parole «sentite l’ANAC e la Conferenza Unificata» siano sostituite dalle seguenti: «di intesa con la Conferenza unificata e sentita l’ANAC». Tenuto conto del difetto di legittimazione della conferenza unificata in cui non sono adeguatamente rappresentati tutti i soggetti rappresentativi dei Comuni appare inopportuno accrescere il valore di tale consultazione prevedendo una “intesa” propedeutica all’emanazione del provvedimento.


L’articolo 23 del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 è abrogato.

Relazione

La nuova formulazione del reato non farebbe altro che aumentare il potere di pressione politica e lobbistica sull’apparato amministrativo.

Varato il Decreto “Semplificazioni”. Rilevanti novità in materia di contratti pubblici e misure contro la “paura della firma”

Il Decreto “semplificazioni”, in corso di pubblicazione sulla G.U.,  introduce significative misure – temporalmente limitate  al 31 luglio 2021 –  in materia di contratti pubblici, nel segno soprattutto della “velocizzazione” dei processi decisionali,  ed anche misure di contrasto alla c.d. “burocrazia difensiva”, ovvero  alla “paura della firma”. Viene modificato in più punti il D.Lgs. n. 50/2016 e s.m., nonché le norme in materia di responsabilità erariale e  abuso d’ufficio.


In materia di forniture e servizi, le nuove norme prevedono, relativamente al sotto-soglia,  l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro (limite precedente 40.000 euro)  e una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di cinque operatori economici, ove esistenti, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria. A modifica della normativa attuale, il criterio della “rotazione” è previsto solo oltre i 150.000 euro. Per questo ambito sono bandite  le”riserve territoriali” per favorire le imprese locali, peraltro delegittimate anche dalla giurisprudenza, se non motivate da  tutele ambientali.

È previsto per il sotto-soglia che l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avvenga entro due mesi  per le procedure sino a150.000 euro e 4 mesi per le procedure da 150.000 euro alla soglia comunitaria. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell’avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dello stesso dalla procedura o di risoluzione del contratto. Relativamente ai  contratti sopra soglia, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente deve avvenire entro sei mesi dall’avvio del procedimento.  Inoltre, si prevede che la pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisca giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto.  Relativamente alla  procedura negoziata sotto soglia i criteri di aggiudicazione sul qualità/prezzo o sul prezzo sono opzionabili paritariamente.

Per le procedure sotto-soglia ordinariamente si prescinde dalla garanzia provvisoria.  Relativamente alla qualificazione di stazioni appaltanti e centrali di committenza, la disponibilità di piattaforme telematiche nelle procedure di gara passa da requisito premiante a requisito necessario.  Per il periodo emergenziale,  per motivi di urgenza è ammesso il ricorso alla procedura negoziata anche sopra soglia. E’ sempre  ammessa l’esecuzione del  contratto in via di urgenza.    Le procedure con offerte pervenute entro il 22 febbraio 2020  devono essere concluse e gli accordi-quadro in essere  devono essere eseguiti entro il 31 dicembre 2020.  La mancata esecuzione di contratti dovuta al rispetto delle misure di contenimento anti COVID-19  costituisce causa di forza maggiore.

Vengono riperimetrati responsabilità erariale  e abuso d’ufficio. La  responsabilità erariale viene circoscritta al dolo, in quanto riferibile  a una condotta attiva dolosamente voluta, mentre la limitazione di responsabilità non si applica per omissoni o inerzie. Relativamente all’abuso d’ufficio,  assume rilevanza la violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge, attribuendo  al contempo rilevanza  alla circostanza che da tali specifiche regole non residuino margini di discrezionalità per il soggetto, in luogo della vigente previsione che fa generico riferimento alla violazione di norme di legge o di regolamento. Quindi i regolamenti  escono dalla fattispecie applicativa del reato.

DECRETO SEMPLIFICAZIONI  –  Testo inviato alla bollinatura  della  Ragioneria dello Stato

Stralcio norme di interesse per i contratti pubblici

CAPO I Semplificazioni in materia di contratti pubblici

ART. 1
(Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia)

  1. Al fine di incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici, nonché al fine di far fronte alle ricadute economiche negative a seguito delle misure di contenimento e dell’emergenza sanitaria globale del COVID-19, in deroga agli articoli 36, comma 2, e 157, comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, recante Codice dei contratti pubblici, si applicano le procedure di affidamento di cui ai commi 2, 3 e 4, qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021. In tali casi, salve le ipotesi in cui la procedura sia sospesa per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di due mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento, aumentati a quattro mesi nei casi di cui al comma 2, lettera b). Il mancato rispetto dei termini di cui al secondo periodo, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene senza indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto.
    2. Fermo quanto previsto dagli articoli 37 e 38, del decreto legislativo n. 50 del 2016 le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50 del 2016 secondo le seguenti modalità:
    a) affidamento diretto per lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150.000 euro;
    b) procedura negoziata, senza bando, di cui all’articolo 63 del decreto legislativo n. 50 del 2016, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, che tenga conto anche di una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per l’affidamento di servizi e forniture di importo pari o superiore a 150.000 euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, ovvero di almeno dieci operatori per lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a un milione di euro, ovvero di almeno quindici operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50 del 2016. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene anche l’indicazione dei soggetti invitati.
    3. Gli affidamenti diretti possono essere realizzati tramite determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga gli elementi descritti nell’articolo 32, comma 2, del decreto legislativo n. 50 del 2016. Per gli affidamenti di cui al comma 2, lettera b), le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, procedono, a loro scelta, all’aggiudicazione dei relativi appalti, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ovvero del prezzo più basso. Nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo n. 50 del 2016, anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque.
    4. Per le modalità di affidamento di cui al presente articolo la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie di cui all’articolo 93 del decreto legislativo n. 50 del 2016, salvo che, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che ne giustifichino la richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente. Nel caso in cui sia richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare è dimezzato rispetto a quello previsto dal medesimo articolo 93.
    5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle procedure per l’affidamento dei servizi di organizzazione, gestione e svolgimento delle prove dei concorsi pubblici di cui agli articoli 247 e 249 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, fino all’importo di cui alla lettera d), comma 1, dell’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

ART. 2
(Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia)

  1. Al fine di incentivare gli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici, nonché al fine di far fronte alle ricadute economiche negative a seguito delle misure di contenimento e dell’emergenza sanitaria globale del COVID-19, si applicano le procedure di affidamento e la disciplina dell’esecuzione del contratto di cui al presente articolo qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottato entro il 31 luglio 2021. In tali casi, salve le ipotesi in cui la procedura sia sospesa per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di sei mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento. Il mancato rispetto dei termini di cui al periodo precedente, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene senza indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto.
    2. Salvo quanto previsto dal comma 3, le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, mediante la procedura aperta, ristretta o, previa motivazione sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, della procedura competitiva con negoziazione di cui agli articoli 61 e 62 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per i settori ordinari, e di cui agli articoli 123 e 124, per i settori speciali, in ogni caso con i termini ridotti di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c).
    3. Per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di opere di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, la procedura negoziata di cui all’articolo 63 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per i settori ordinari, e di cui all’articolo 125, per i settori speciali può essere utilizzata nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti dagli effetti negativi della crisi causata dalla pandemia COVID-19 o dal periodo di sospensione delle attività determinato dalle misure di contenimento adottate per fronteggiare la crisi, i termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie non possono essere rispettati.
    4. Nei casi di cui al comma 3 e nei settori dell’edilizia scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria, delle infrastrutture per la sicurezza pubblica, dei trasporti e delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali, lacuali e idriche, ivi compresi gli interventi inseriti nei contratti di programma ANAS-Mit 2016-2020 e RFI-Mit 2017 – 2021 e relativi aggiornamenti, nonché gli interventi funzionali alla realizzazione della transizione energetica, e per i contratti relativi o collegati ad essi, per quanto non espressamente disciplinato dal presente articolo, le stazioni appaltanti, per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, e per l’esecuzione dei relativi contratti, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea, ivi inclusi quelli derivanti dalle direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE, dei principi di cui agli articoli 30, 34 e 42 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e delle disposizioni in materia di subappalto.
    5. Per ogni procedura di appalto è nominato un responsabile unico del procedimento che, con propria determinazione adeguatamente motivata, valida ed approva ciascuna fase progettuale o di esecuzione del contratto, anche in corso d’opera.
    6. Gli atti delle stazioni appaltanti adottati ai sensi del presente articolo sono pubblicati e aggiornati sui rispettivi siti istituzionali, nella sezione «Amministrazione trasparente» e sono soggetti alla disciplina di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Nella medesima sezione, e sempre ai sensi e per gli effetti del predetto decreto legislativo n. 33 del 2013, sono altresì pubblicati gli ulteriori atti indicati all’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo n. 50 del 2016. Il ricorso ai contratti secretati di cui all’articolo 162 del decreto legislativo n. 50 del 2016 è limitato ai casi di stretta necessità e richiede una specifica motivazione.

ART. 3
(Verifiche antimafia e protocolli di legalità)

  1. Al fine di potenziare e semplificare il sistema delle verifiche antimafia per corrispondere con efficacia e celerità alle esigenze degli interventi di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo conseguenti all’emergenza sanitaria globale del COVID-19, fino al 31 luglio 2021, ricorre sempre il caso d’urgenza e si procede ai sensi dell’articolo 92, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, nei procedimenti avviati su istanza di parte, che hanno ad oggetto l’erogazione di benefici economici comunque denominati, erogazioni, contributi, sovvenzioni, finanziamenti, prestiti, agevolazioni e pagamenti da parte di pubbliche amministrazioni, qualora il rilascio della documentazione non sia immediatamente conseguente alla consultazione della banca dati di cui all’articolo 96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 1-bis e 13 del decreto-legge 8 aprile 2020, n.23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, nonché dagli articoli 25, 26 e 27 del decreto- legge 19 maggio 2020, n.34.
    2. Fino al 31 luglio 2021, per le verifiche antimafia riguardanti l’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, si procede mediante il rilascio della informativa liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente alla consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia ed alle risultanze delle banche dati di cui al comma 3, anche quando l’accertamento è eseguito per un soggetto che risulti non censito, a condizione che non emergano nei confronti dei soggetti sottoposti alle verifiche antimafia le situazioni di cui agli articoli 67 e 84, comma 4, lettere a), b) e c), di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. L’informativa liberatoria provvisoria consente di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture, sotto condizione risolutiva, fermo restando le ulteriori verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia da completarsi entro trenta giorni.
    3. Al fine di rafforzare l’effettività e la tempestività degli accertamenti di cui ai commi 1 e 2, si procede mediante la consultazione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia nonché tramite l’immediata acquisizione degli esiti delle interrogazioni di tutte le ulteriori banche dati disponibili.
    4. Nei casi di cui al comma 2, qualora la documentazione successivamente pervenuta accerti la sussistenza di una delle cause interdittive ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.159, i soggetti di cui all’articolo 83, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo recedono dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite fermo restando quanto previsto dall’articolo 94, commi 3 e 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e dall’articolo 32, comma 10, del decretolegge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge. 11 agosto 2014, n. 114.
    5. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, possono essere individuate ulteriori misure di semplificazione relativamente alla competenza delle Prefetture in materia di rilascio della documentazione antimafia ed ai connessi adempimenti.
    6. Per quanto non espressamente disciplinato dai commi da 1 a 5, si applicano le disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
    7. Al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo l’articolo 83 è inserito il seguente:
    “Art. 83-bis (Protocolli di legalità) 1. Il Ministero dell’interno può sottoscrivere protocolli, o altre intese comunque denominate, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata, anche allo scopo di estendere convenzionalmente il ricorso alla documentazione antimafia di cui all’articolo 84. I protocolli di cui al presente articolo possono essere sottoscritti anche con imprese di rilevanza strategica per l’economia nazionale nonché con associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale di categorie produttive, economiche o imprenditoriali, e possono prevedere modalità per il rilascio della documentazione antimafia anche su richiesta di soggetti privati, nonché determinare le soglie di valore al di sopra delle quali è prevista l’attivazione degli obblighi previsti dai protocolli medesimi. I protocolli possono prevedere l’applicabilità delle previsioni del presente decreto anche nei rapporti tra contraenti, pubblici o privati, e terzi, nonché tra aderenti alle associazioni contraenti e terzi. 2. L’iscrizione nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori di cui all’articolo 1, commi 52 e seguenti, della legge 6 novembre 2012, n. 190, nonché l’iscrizione nell’anagrafe antimafia degli esecutori istituita dall’articolo 30 del decretolegge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, equivale al rilascio dell’informazione antimafia.
    3. Le stazioni appaltanti prevedono negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto dei protocolli di legalità costituisce causa di esclusione dalla gara o di risoluzione del contratto.”.

ART. 4
(Conclusione dei contratti pubblici e ricorsi giurisdizionali)

  1. All’articolo 32, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole “ha luogo” sono sostituite dalle seguenti: “deve avere luogo”; dopo le parole “espressamente concordata con l’aggiudicatario” sono aggiunte le seguenti: “, purché comunque giustificata dall’interesse alla sollecita esecuzione del contratto”;
    b) dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: “La mancata stipulazione del contratto nel termine previsto deve essere motivata con specifico riferimento all’interesse della stazione appaltante e a quello nazionale alla sollecita esecuzione del contratto e viene valutata ai fini della responsabilità erariale e disciplinare del dirigente preposto. Non costituisce giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto, salvo quanto previsto dai commi 9 e 11, la pendenza di un ricorso giurisdizionale, nel cui ambito non sia stata disposta o inibita la stipulazione del contratto. Le stazioni appaltanti hanno facoltà di stipulare contratti di assicurazione della propria responsabilità civile derivante dalla conclusione del contratto e dalla prosecuzione o sospensione della sua esecuzione.”.
    2. In caso di impugnazione degli atti relativi alle procedure di affidamento di cui agli articoli 1 e 2, comma 2, del presente decreto, qualora rientranti nell’ambito applicativo dell’articolo 119, comma 1, lettera a), del codice del processo amministrativo, approvato con il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si applica l’articolo 125, comma 2, del medesimo codice.
  2. In caso di impugnazione degli atti relativi alle procedure di affidamento di cui all’articolo 2, comma 3, si applica l’articolo 125 del codice del processo amministrativo, approvato con il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
  3. All’articolo 120 del codice del processo amministrativo, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 6, primo periodo, le parole “, ferma la possibilità della sua definizione immediata nell’udienza cautelare ove ne ricorrano i presupposti,” sono sostituite dalle seguenti: “è di norma definito, anche in deroga al comma 1, primo periodo dell’articolo 74, in esito all’udienza cautelare ai sensi dell’articolo 60, ove ne ricorrano i presupposti, e, in mancanza,”;
    b) al comma 9, le parole “Il Tribunale amministrativo regionale” sono sostituite dalle seguenti: “Il giudice” e quelle da “entro trenta” fino a “due giorni dall’udienza” sono sostituite dalle seguenti: “entro quindici giorni dall’udienza di discussione. Quando la stesura della motivazione è particolarmente complessa, il giudice pubblica il dispositivo nel termine di cui al primo periodo, indicando anche le domande eventualmente accolte e le misure per darvi attuazione, e comunque deposita la sentenza entro trenta giorni dall’udienza.”.

Articolo 8
(Altre disposizioni urgenti in materia di contratti pubblici)

  1. In relazione alle procedure pendenti disciplinate dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono già stati pubblicati alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, siano già stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi, ma non siano scaduti i relativi termini, e in ogni caso per le procedure disciplinate dal medesimo decreto legislativo avviate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 luglio 2021:
    a) è sempre autorizzata la consegna dei lavori in via di urgenza e, nel caso di servizi e forniture, l’esecuzione del contratto in via d’urgenza ai sensi dell’articolo 32, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016, fermo restando quanto previsto dall’articolo 80 del medesimo decreto legislativo;
    b) le stazioni appaltanti possono prevedere, a pena di esclusione dalla procedura, l’obbligo per l’operatore economico di procedere alla visita dei luoghi, nonché alla consultazione sul posto dei documenti di gara e relativi allegati ai sensi e per gli effetti dell’articolo 79, comma 2, del decreto legislativo n. 50 del 2016 esclusivamente laddove detto adempimento sia strettamente indispensabile in ragione della tipologia, del contenuto o della complessità dell’appalto da affidare;
    c) in relazione alle procedure ordinarie, si applicano le riduzioni dei termini procedimentali per ragioni di urgenza di cui agli articoli 60, comma 3, 61, comma 6, 62 comma 5, 74, commi 2 e 3, del decreto legislativo n. 50 del 2016. Nella motivazione del provvedimento che dispone la riduzione dei termini non è necessario dar conto delle ragioni di urgenza, che si considerano comunque sussistenti;
    d) le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture possono essere avviate anche in mancanza di una specifica previsione nei documenti di programmazione di cui all’articolo 21 del decreto legislativo n. 50 del 2016, già adottati, a condizione che entro trenta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto si provveda ad un aggiornamento in conseguenza degli effetti dell’emergenza COVID-19.
    2. In relazione alle procedure disciplinate dal decreto legislativo n. 50 del 2016, per le quali sia scaduto entro il 22 febbraio 2020 il termine per la presentazione delle offerte, le stazioni appaltanti, fermo quanto previsto dall’articolo 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, provvedono all’adozione dell’eventuale provvedimento di aggiudicazione entro la data del 31 dicembre 2020.
    3. In relazione agli Accordi – quadro di cui all’articolo 54 del decreto legislativo n. 50 del 2016, efficaci alla data di entrata in vigore del presente decreto, le stazioni appaltanti, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e fermo quanto previsto dall’articolo 103 del decreto-legge n. 18 del 2020 provvedono, entro la data del 31 dicembre 2020, all’aggiudicazione degli appalti basati su tali Accordi quadro ovvero all’esecuzione degli Accordi-quadro nei modi previsti dai commi da 2 a 6 del medesimo articolo 54.
    4. (…..)
    c) il rispetto delle misure di contenimento previste dall’articolo 1 del decreto-legge n. 6 del 2020 e dall’articolo 1 del decreto-legge n. 19 del 2020 nonché dai relativi provvedimenti attuativi, ove impedisca, anche solo parzialmente, il regolare svolgimento dei lavori ovvero la regolare esecuzione dei servizi o delle forniture costituisce causa di forza maggiore, ai sensi dell’articolo 107, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016 e, qualora impedisca di ultimare i lavori, i servizi o le forniture nel termine contrattualmente previsto, costituisce circostanza non imputabile all’esecutore ai sensi del comma 5 del citato articolo 107 ai fini della proroga di detto termine, ove richiesta; non si applicano gli obblighi di comunicazione all’Autorità nazionale anticorruzione e le sanzioni previste dal terzo e dal quarto periodo del comma 4 dell’articolo 107 del decreto legislativo n. 50 del 2016.
    5. Al decreto legislativo n. 50 del 2016 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 38:
    1) al comma 1, secondo periodo, le parole “agli ambiti di attività,” sono soppresse; 2) al comma 2, primo periodo, le parole “sentite l’ANAC e la Conferenza Unificata,” sono sostituite dalle seguenti: “di intesa con la Conferenza unificata e sentita l’ANAC,”; 3) al comma 3:
    3.1) sono premesse le seguenti parole: “Fatto salvo quanto previsto dal comma 3-bis”;
    3.2) alla lettera a), le parole “programmazione e” sono soppresse;
    3.3) dopo il comma 3, è inserito il seguente: “3-bis. Le centrali di committenza e i soggetti aggregatori sono qualificati almeno negli ambiti di cui al comma 3, lettere a) e b). Nelle aggiudicazioni relative all’acquisizione di beni, servizi o lavori effettuati dalle centrali di committenza, ovvero dai soggetti aggregatori, le attività correlate all’ambito di cui al comma 3, lettera c) possono essere effettuate direttamente dai soggetti per i quali sono svolte le suddette aggiudicazioni purché qualificati almeno in detto ambito secondo i criteri individuati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 2.”; 4) al comma 4, lettera a), dopo il numero 5-ter è aggiunto il seguente: “5-quater)
    disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara;”;
    5) al comma 4, lettera b), il numero 3 è soppresso;
    b) all’articolo 80, comma 4, il quinto periodo è sostituito dai seguenti: “Un operatore economico può essere escluso dalla partecipazione a una procedura d’appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che lo stesso non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione ai sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo. Il presente comma non si applica quando l’operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l’estinzione, il pagamento o l’impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.”;
    c) all’articolo 83, dopo il comma 5 è inserito il seguente: «5-bis. In relazione al requisito di cui al comma 4, lettera c), l’adeguatezza della copertura assicurativa offerta viene valutata sulla base della polizza assicurativa contro i rischi professionali posseduta dall’operatore economico e in corso di validità. In relazione alle polizze assicurative di importo inferiore al valore dell’appalto, le stazioni appaltanti possono richiedere che l’offerta sia corredata, a pena di esclusione, dall’impegno da parte dell’impresa assicuratrice ad adeguare il valore della polizza assicurativa a quello dell’appalto, in caso di aggiudicazione.»; d) all’articolo 183, comma 15:
    1) al primo periodo, le parole “non presenti” sono sostituite dalle seguenti: “anche se presenti”;
    2) al nono periodo, le parole “è inserito” sono sostituite dalle seguenti: “qualora non sia già presente” e dopo le parole “sulla base della normativa vigente” sono aggiunte le seguenti: “, è inserito in tali strumenti di programmazione”.
    6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi.
    7. All’articolo 1 del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all’alinea del comma 1, le parole “31 dicembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2021”;
    b) al comma 2, le parole “30 novembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “30 novembre
    2021”;
    c) al comma 3, le parole “31 dicembre 2020” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre
    2021”;
    d) (…..)
  2. 8. Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzio 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e comunque fino alla scadenza del predetto stato di emergenza, procede, nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali. Il Commissario, per l’attuazione di quanto previsto dal primo periodo, provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con delibera del Consiglio dei ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario. A tale scopo, le procedure di affidamento dei contratti pubblici, necessarie per dare attuazione al primo periodo, possono essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse.
    Le procedure di affidamento dei contratti pubblici necessari per dare attuazione ai piani di riorganizzazione della rete ospedaliera e di quella territoriale per il contrasto dell’emergenza COVID-19, possono essere avviate dal Commissario straordinario di cui all’articolo 122 del decreto-legge n. 18 del 2020 anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario degli importi autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni.
    10. In ogni caso in cui per la selezione del contraente o per la stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture previsti o in qualunque modo disciplinati dal presente decreto, è richiesto di produrre documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero di indicare, dichiarare o autocertificare la regolarità contributiva ovvero il possesso dei predetti documenti unici, non si applicano le disposizioni dell’articolo 103, comma 2, del decreto-legge n. 18 del 2020, relative alla proroga oltre la data del 31 luglio 2020 della validità dei documenti unici di regolarità contributiva in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020.
  3. (…..)

TITOLO II     SEMPLIFICAZIONI PROCEDIMENTALI E RESPONSABILITÀ

CAPO I Semplificazioni procedimentali

ART. 12
(Modifiche alla legge 7 agosto 1990, n. 241)

  1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241 sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) all’articolo 2:
    1) dopo il comma 4, è inserito il seguente:
    “4-bis. Le pubbliche amministrazioni misurano e rendono pubblici i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese, comparandoli con i termini previsti dalla normativa vigente. (…..)

CAPO IV    Responsabilità

ART. 21
(Responsabilità erariale)

  1. All’articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “La prova del dolo richiede la dimostrazione della volontà dell’evento dannoso”.
    2. Limitatamente ai fatti commessi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 luglio 2021, la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica per l’azione di responsabilità di cui all’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, è limitata ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente è da lui dolosamente voluta. La limitazione di responsabilità prevista dal primo periodo non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente.

ART. 23
(Modifiche all’articolo 323 del codice penale)
1. All’articolo 323, primo comma, del codice penale le parole “di norme di legge o di regolamento,” sono sostituite dalle seguenti: “di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.

ART.65
(Entrata in vigore)

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Decreto “semplificazione”, via libera dal Consiglio dei Ministri – La scheda

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.
Si tratta – si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi – di “un intervento organico volto alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, al sostegno all’economia verde e all’attività di impresa”.

Quattro gli ambiti principali:
– semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;
semplificazioni procedimentali e responsabilità;
misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;
– semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.
Per quanto riguarda il primo ambito (Contratti pubblici ed edilizia) si punta a misure per incentivare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi, si introduce in via transitoria, fino al 31 luglio 2021, una nuova disciplina degli affidamenti di lavori, servizi e forniture.
Le nuove norme prevedono l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro e una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

“È previsto – prosegue il comunicato della Presidenza del Consiglio – che l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avvenga entro due mesi, aumentati a quattro in specifici casi. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell’avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dello stesso dalla procedura o di risoluzione del contratto. Si introducono, inoltre, disposizioni volte ad accelerare i contratti sopra soglia, prevedendo in particolare che l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente debba avvenire entro il termine di sei mesi dall’avvio del procedimento.  Inoltre, si prevede che la pendenza di un ricorso giurisdizionale non costituisca giustificazione adeguata per la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto e, per le opere di rilevanza nazionale o sopra le soglie comunitarie, le sospensioni nell’esecuzione potranno essere stabilite dalle parti o dalle autorità giudiziarie solo in casi ben specificati. Sarà poi obbligatorio costituire collegi consultivi tecnici con il compito di risolvere rapidamente le controversie e le dispute tecniche che potrebbero bloccare gli appalti e, per evitare che la mancanza di risorse blocchi i cantieri, viene creato un apposito Fondo, che potrà finanziare temporaneamente le stazioni appaltanti. Infine, si semplificano e si uniformano le procedure di nomina dei Commissari straordinari per le opere di maggiore complessità o più rilevanti per il tessuto economico, sociale e produttivo.

In ambito edilizio, si provvede alla semplificazione degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici; all’accelerazione dei termini di svolgimento delle procedure edilizie tramite una conferenza di servizi semplificata per acquisire l’assenso delle altre amministrazioni; al rafforzamento degli incentivi per gli interventi di rigenerazione urbana, con la riduzione del contributo di costruzione da pagare al Comune; alla proroga della validità dei titoli edilizi; alla previsione del rilascio su richiesta dell’interessato circa l’intervenuta formazione del silenzio assenso da parte dello sportello unico edilizia (SUE).

Rispetto invece al secondo ambito (Procedimenti e responsabilità degli amministratori) sul fronte della semplificazione dei procedimenti “si prevede che, per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, valga la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti.  Si introduce la conferenza di servizi semplificata, con la compressione dei tempi: tutte le amministrazioni coinvolte dovranno rispondere entro 60 giorni. Inoltre, le amministrazioni dovranno misurare la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per cittadini e imprese, confrontarli con i termini previsti dalla legge e pubblicarli. Si introducono semplificazioni per favorire la partecipazione di cittadini e imprese ai procedimenti amministrativi telematici, introducendo il principio generale che le pubbliche amministrazioni devono erogare i propri servizi in digitale e che i cittadini devono poter consultare gli atti in forma digitale.  Si tagliano anche i costi della burocrazia, prevedendo che, sia per le norme primarie che per i decreti attuativi, nel caso si introducano nuovi costi regolamentari, si debbano eliminare altri oneri di pari valore, oppure rendere i nuovi costi introdotti fiscalmente detraibili.

Si introduce per il periodo 2020-2023, l’Agenda della semplificazione amministrativa, definita secondo le linee di indirizzo condivisa fra, Stato, Regioni, Province autonome ed enti locali e si prevede la definizione di una modulistica standard in tutto il Paese per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte dei cittadini.

Sul fronte della responsabilità degli amministratori pubblici, si prevede, fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni, in modo che i funzionari siano chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive. Inoltre, la fattispecie del dolo viene riferita all’evento dannoso e non alla sola condotta, viene rafforzata il controllo concomitante da parte della Corte dei conti per accelerare le spese di investimento pubblico e viene definito in modo più puntuale il reato di abuso d’ufficio, affinché i funzionari pubblici abbiano certezza su quali sono gli specifici comportamenti puniti dalla legge”.

Il terzo ambito riguarda la “diffusione dell’amministrazione digitale”. Sotto questo profilo ci si affida agli strumenti della cittadinanza digitale e allo sviluppo dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione prevedendo: “l’accesso a tutti i servizi digitali della PA tramite SPID, Carta d’identità digitale (CIE) e tramite AppIO su smartphone; il domicilio digitale per i professionisti, anche non iscritti ad albi; la semplificazione e il rafforzamento del domicilio digitale per i cittadini; la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni direttamente da cellulare tramite AppIO; semplificazioni per il rilascio della CIE; una piattaforma unica di notifica digitale di tutti gli atti della PA e via posta elettronica certificata (PEC degli atti giudiziari; la semplificazione della firma elettronica avanzata; il sostegno per l’accesso delle persone con disabilità agli strumenti informatici; regole omogenee per tutte le PA per gli acquisti informatici, la formazione digitale dei dipendenti pubblici e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini; la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche e misure per garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA; la semplificazione e il rafforzamento della Piattaforma digitale nazionale dati, finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico. Si introdurre misure per l’innovazione, volte a semplificare e favorire le iniziative innovative e, in particolare misura, le sperimentazioni mediante l’impiego delle tecnologie emergenti”.

Per quanto concerne il quarto ed ultimo ambito –  “semplificazioni in materia di imprese, ambiente e green economy” – il Decreto prevede per le imprese: “la semplificazione e la velocizzazione dei lavori sulle infrastrutture di rete per le comunicazioni elettroniche e la banda larga; l’aumento dell’importo di erogazione in un’unica soluzione della “Nuova Sabatini” (contributi alle imprese per il rimborso di prestiti destinati a investimenti in beni strumentali) e la semplificazione del medesimo incentivo per le imprese del Mezzogiorno; la semplificazione delle procedure per la cancellazione dal registro delle imprese e per lo scioglimento degli enti cooperativi; il rafforzamento del sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici, la semplificazione delle attività del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e quella delle erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura; la possibilità per le società per azioni quotate di prevedere aumenti di capitale in deroga rispetto alla disciplina del codice civile”.

Quanto poi al tema del sostegno alla tutela dell’ambiente e alla green economy, “il decreto introduce la razionalizzazione delle procedure di valutazione d’impatto ambientale (VIA) associate alle opere pubbliche; l’esclusione dall’obbligo di assoggettabilità alla VIA e al regime dei beni e interessi culturali per interventi urgenti di sicurezza sulle dighe esistenti prescritti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che non trasformino in maniera significativa gli sbarramenti; la semplificazione delle procedure per interventi e opere nei luoghi oggetto di bonifica nei Siti di Interesse Nazionale (SIN); la velocizzazione dei tempi di assegnazione dei fondi contro il dissesto idrogeologico ai commissari; la razionalizzazione degli interventi nelle Zone Economiche Ambientali; semplificazioni in materia di interventi su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile, nonché per realizzare punti e stazioni di ricarica per veicoli elettrici; una nuova disciplina sui trasferimenti di energia rinnovabili dall’Italia agli altri Paesi europei, con benefici per le casse dello Stato; l’estensione ai piccoli Comuni (fino a 20.000 abitanti) del meccanismo dello “scambio sul posto altrove” per incentivare l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili; un piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano per soddisfare le esigenze di miglioramento della qualità delle superfici forestali secondo direttrici incentivanti e di semplificazione; semplificazioni per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di SACE a favore di progetti del green new deal”.