Il parere del Consiglio di Stato sulle Linee guida per appalti sotto soglia

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di Linee Guida Anac sulle procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

Nel testo, i giudici di Palazzo Spada prendono in esame, nello specifico, gli appalti sotto soglia di interesse transfrontaliero, la disciplina delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo, e l’adeguamento delle linee guida ANAC a quanto stabilito dall’articolo 1, comma 912, l. 145/2018 e del punto 3.7 per innalzare da € 1.000 ad € 5.000 l’importo degli affidamenti per i quali è consentito derogare al principio di rotazione con scelta sinteticamente motivata contenuta nella determina a contrarre o in atto equivalente.

Documenti correlati: Cons. St., sez. cons. Atti norm., 30 aprile 2019, n. 1312

L’Albo dei commissari di gara slitta al 14 luglio

Slitta ancora la costituzione dell’Albo nazionale dei commissari di gara, che avrebbe dovuto entrare in vigore lo scorso 15 aprile. La nuova data comunicata dall’ANAC è il 14 luglio.

L’entrata in vigore, in base a quanto previsto all’articolo 78 del Decreto Legislativo 19 aprile 2016, n. 50 per la selezione dei commissari di gara, era già stata prorogata da gennaio ad aprile.

La prima proroga era motivata dal numero ridotto di iscritti al nuovo albo, rispetto alle gare da indire, mentre la seconda è legata alla previsione del Decreto Sblocca-cantieri.

Nel Decreto viene indicato che, in caso di indisponibilità o di disponibilità insufficiente di esperti iscritti nella sezione ordinaria dell’Albo ai fini della compilazione della lista, la commissione è nominata, anche solo parzialmente, dalla stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto tenuto conto delle specifiche caratteristiche del contratto da affidare e delle connesse competenze.

Documenti correlati: Comunicato ANAC 

L’ANAC interviene su condizioni e limiti del subappalto

L’ANAC interviene in materia di subappalto. E lo fa con un documento (comprensivo di tutte le massime di precontenzioso sul subappalto 2017-2018)  in cui vengono riportate condizioni e limiti del subappalto, chiarimenti sulla terna dei subappaltatori e sulla possibilità di un soccorso istruttorio.

La vigente disciplina del subappalto nella contrattualistica pubblica è contenuta nell’art. 105 e, per quanto riguarda le concessioni, nell’art. 174 del d. lgs. 50/2016. L’art. 105, comma 2, del decreto legislativo citato fornisce per la prima volta una definizione dell’istituto nell’ambito dei contratti pubblici, stabilendo che «il subappalto è il contratto con il quale l’appaltatore affida a terzi l’esecuzione di parte delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto», con l’ulteriore specificazione secondo cui «costituisce comunque subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera». Si tratta quindi di un contratto derivato con il quale l’appaltatore incarica un terzo di eseguire parte delle opere, forniture o servizi che egli stesso ha precedentemente assunto.

Da ciò discende che le vicende del contratto di appalto risolto incidono sulle vicende del subappalto, in quanto rapporto derivato e accessorio, con la conseguenza che la risoluzione dell’uno determina lo scioglimento del secondo (parere sulla normativa n. 87 dell’8 febbraio 2017).

Nel documento dell’ANAC vengono dunque precisati i rapporti tra il subappalto ed altri istituti, l’avvalimento, gli affidamenti a lavoratori autonomi, la cooptazione, le condizioni e i limiti al subappalto, l’autorizzazione al subappalto, il divieto di subappalto e, per quanto riguarda le categorie superspecialistiche, le indicazione della terna dei subappaltatori, il soccorso istruttorio, il possesso dei requisiti e l’elenco dei pareri di precontenzioso citati.

Documenti correlati: Rassegna ANAC massime di precontenzioso in tema di“subappalto” 2017-2018

Albo ANAC dei commissari di gara rinviato al 15 aprile

Con il comunicato del 9 gennaio 2019 il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione informa che è stato differito l’avvio del sistema dell’Albo dei commissari di gara al 15 aprile 2019, prima previsto al 15 gennaio.

Di seguito il dettaglio dell’informativa.

Nel Comunicato del Presidente del 18 luglio 2018 è stata stabilita la data del 15 gennaio 2019 per la piena operatività dell’Albo di cui all’art. 78 del Codice dei contratti pubblicie il superamento del regime transitorio di cui all’art. 216, comma 12 del medesimo Codice.

L’Autorità in attuazione della disposizione di cui all’art. 78 ha già adottato in modo completo la disciplina di riferimento, mediante l’adozione delle previste Linee guida, e ha predispostoil sistema informatico per l’iscrizione all’Albo già attivo in parte qua dal 10 settembre 2018 – e per l’estrazione      degli esperti da nominare nelle commissioni giudicatrici.

All’attualità il numero di iscritti nelle diverse sottosezioni dell’Albo ammonta a circa 2.100, di cui solo la metà estraibili per commissioni esterne alle amministrazioni aggiudicatrici. Numerose sottosezioni (circa il 30%) risultano completamente prive di esperti iscritti, altre (circa il 40%) con un numero di esperti molto ridotto (meno di 10).

Tenuto conto dello stato di fatto delle iscrizioni presenti in Albo e del previsto numero di gare bandite annualmente che richiedono la nomina di commissioni giudicatrici ai sensi dell’art. 77, allo stato, il numero degli esperti iscritti all’Albo non consente di soddisfare le richieste stimate in relazione al numero di gare previste.

In base a quanto sopra, tenuto conto, peraltro, che il quadro normativo non sembra consentire la possibilità di nominare i commissari con modalità diverse da quelle descritte all’art. 77 per i casi di assenza e/o carenza di esperti, l’Autorità ritiene necessario, per evitare ricadute sul mercato degli appalti, differire il termine di avvio del sistema dell’Albo dei commissari di gara al 15 aprile 2019.

Le criticità evidenziate saranno oggetto di segnalazione, ai sensi dell’art. 213, comma 2, lett. c) del Codice, al Governo e al Parlamento da parte dell’Autorità.

Documenti correlati: Comunicato del Presidente del 9 gennaio 2019

Il parere del Consiglio di Stato sul regolamento ANAC per il precontenzioso

La Commissione Speciale del Consiglio di Stato, nell’adunanza del 20 novembre 2018, ha reso il parere in merito al regolamento Anac per il rilascio dei pareri di precontenzioso ex art. 211 del Codice dei contratti.

Con relazione del 2 maggio 2018, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) aveva chiesto al Consiglio di Stato il parere sullo schema di Regolamento recante modifica del Regolamento del 5 ottobre 2016 per il rilascio dei pareri di precontenzioso ai sensi dell’articolo 211 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in considerazione del carattere di novità delle modifiche introdotte alla disciplina attualmente in vigore, nonché del significativo impatto che le modifiche produrranno sul procedimento per il rilascio di tali pareri.

Nella relazione di accompagnamento alla richiesta di parere l’Anac aveva chiarito che le modifiche e integrazioni al Regolamento del 5 ottobre 2016 si erano rese necessarie, alla luce di quanto emerso nei circa diciotto mesi di operatività, al fine di garantire una maggiore tempestività, adeguatezza e, conseguentemente, efficacia dei pareri resi ai sensi del comma 1 del citato articolo 211 del Codice dei contratti pubblici.

Nel testo inizialmente trasmesso in data 2 maggio 2018 lo schema di Regolamento sottoposto all’esame di questa Commissione modificava soltanto gli articoli 3 (Modalità di presentazione dell’istanza singola); 4 (Modalità di presentazione dell’istanza congiunta); 6 (Inammissibilità e improcedibilità delle istanze); 10 (Parere in forma semplificata – in seguito: “in forma breve”) e 13 (Adeguamento al parere) del Regolamento del 5 ottobre 2016.

Documenti correlati: Consiglio di Stato, commissione speciale, parere n. 2781 del 28 novembre 2018

ANAC, pubblicati i chiarimenti sul bando-tipo n.3 per servizi di architettura e ingegneria

L’ANAC ha pubblicato i chiarimenti sul bando-tipo n.3 (Servizi di architettura e ingegneria). Le precisazioni riguardano lo schema di disciplinare di gara per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria di importo pari o superiore a 100.000 euro con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

I chiarimenti pubblicati numero 1 e 2 riguardano la clausola del punto 7.4 del bando-tipo n. 3 relativi al divieto di frazionamento dei due servizi di punta e al possesso dei requisiti in misura maggioritaria da parte della mandataria.

Chiarimento relativo al divieto di frazionamento dei due servizi di punta di cui al punto 7.4

Il Consiglio dell’Autorità, nella seduta del 14 novembre 2018, ha deliberato di pubblicare il seguente chiarimento: «Con riferimento al requisito dei “due servizi di punta”, di cui al punto 7.4, il divieto di frazionamento riguarda il singolo servizio di ogni “coppia di servizi” di punta relativi alla singola categoria e ID che deve essere espletato da un unico soggetto.
Pertanto, come già indicato nella nota illustrativa al bando tipo n. 3 (punto 7 pag. 11), nel singolo ID, i due servizi di punta possono essere svolti sia da un unico soggetto sia da due soggetti diversi del raggruppamento -mai da tre o più soggetti visto il divieto di frazionamento – per un importo complessivo pari a quello richiesto dagli atti di gara nel singolo ID.
Per i diversi ID, per cui sono richiesti i servizi di punta, deve essere consentita la dimostrazione del requisito anche da parte di differenti componenti del raggruppamento; non è esigibile, infatti, la dimostrazione del requisito per tutte le ID da parte di un solo componente del RTP (ovvero dai due previsti in base alla seconda opzione contemplata nel bando-tipo).
Nei raggruppamenti verticali, invece, ciascun componente deve possedere i doppi servizi di punta in relazione alle prestazioni che intende eseguire, con l’eccezione dei due servizi di punta attinenti alla categoria prevalente che devono essere posseduti dalla mandataria».

Chiarimento relativo al possesso dei requisiti in misura maggioritaria da parte della mandataria di cui al punto 7.4

Il Consiglio dell’Autorità, nella seduta del 14 novembre 2018, ha deliberato di pubblicare il seguente chiarimento: «Il possesso dei requisiti in misura maggioritaria da parte della mandataria di cui al punto 7.4 deve essere inteso come tale in relazione ai requisiti richiesti dalla lex specialis di gara, a prescindere dagli importi totali posseduti. L’operatore economico, in possesso dei requisiti per essere mandatario del RTP, che voglia partecipare al raggruppamento invece quale mandante, potrà spendere soltanto una parte dei requisiti posseduti, inferiori a quelli spesi dal concorrente che intende svolgere il ruolo di mandataria, in tal modo salvaguardando il principio del possesso dei requisiti in misura maggioritaria in capo a quest’ultima».

Affidamento di servizi legali, le indicazioni ANAC

Dopo aver ricevuto il parere positivo del Consiglio di Stato, l’ANAC ha approvato, con Delibera n. 907 del 24 ottobre 2018, le Linee guida n. 12 che forniscono chiarimenti sulle procedure da seguire per l’affidamento dei servizi legali, alla luce della nuova disciplina contenuta nel Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50).

Nel merito, l’Autorità aderisce a quanto espresso dal Consiglio di Stato nel parere n. 2017 del 3 agosto 2018. L’affidamento dei servizi legali costituisce appalto, con conseguente applicabilità dell’allegato IX e degli articoli 140 e seguenti del Codice dei contratti pubblici, qualora la stazione appaltante affidi la gestione del contenzioso in modo continuativo o periodico al fornitore nell’unità di tempo considerata (di regola il triennio).

L’incarico conferito ad hoc costituisce invece un contratto d’opera professionale, consistendo nella trattazione della singola controversia o questione, ed è sottoposto al regime di cui all’articolo 17 (contratti esclusi).

Documenti correlati: Linee guida n. 12 ANAC

Relazione AIR

Parere Consiglio di Stato

L’obbligo di procedure elettroniche non vale per gli acquisti sotto i mille euro

Il 18 ottobre 2018 è scattato l’obbligo di utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento delle procedure di gara (Art.40 c.2, Art.52 c.5 Codice degli Appalti).

L’ANAC ha però precisato, in seguito alle numerose richieste di chiarimento sull’applicabilità dell’art.40, comma 2, che, per le procedure sotto-soglia e in particolare le procedure per gli acquisti inferiori ai mille euro, non vi è obbligo di procedura elettronica.

L’Autorità ritiene che, per gli acquisti infra 1.000 euro, permanga la possibilità di procedere senza l’acquisizione di comunicazioni telematiche, in forza della disposizione normativa di cui all’art. 1, co. 450 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non abrogata a seguito dell’emanazione del Codice dei contratti pubblici.

Documenti correlati: Comunicato del Presidente ANAC

Anac, le linee guida n.12 per l’affidamento dei servizi legali

Il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato, con la Delibera n. 907 del 24 ottobre 2018, le Linee guida n. 12 che forniscono chiarimenti sulle procedure da seguire per l’affidamento dei servizi legali alla luce della nuova disciplina contenuta nel Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50).

Nella premessa al documento, l’ANAC specifica di ave ricevuto «diverse richieste di chiarimenti in ordine alle procedure da seguire per l’affidamento dei servizi legali alla luce della nuova disciplina contenuta nel decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (di seguito “Codice dei contratti pubblici”)».

L’articolo 17, comma 1, lettera d), del Codice dei contratti pubblici – rubricato «Esclusioni specifiche per contratti di appalto e concessione di servizi» – elenca alcune tipologie di servizi legali che esclude dall’ambito oggettivo di applicazione delle disposizioni codicistiche.

Tale articolo non è, tuttavia, l’unica disposizione del Codice dei contratti pubblici a far riferimento ai servizi legali. L’articolo 140, contenuto nel Capo I dedicato agli «Appalti nei settori speciali», assoggetta ad un particolare regime pubblicitario i servizi di cui all’Allegato IX del Codice dei contratti pubblici, nei quali rientrano anche i «Servizi legali, nella misura in cui non siano esclusi a norma dell’articolo 17, comma 1, lettera d)». Il citato Allegato IX individua l’ambito di applicazione non solo delle disposizioni di cui al richiamato articolo 140, ma anche di quelle contenute negli articoli 142, 143 e 144 che, dettando un regime “alleggerito”, complessivamente integrano la Parte II, Titolo VI, Capo II del Codice dei contratti pubblici, rubricato «Appalti di servizi sociali e altri servizi nei settori ordinari».

Il dato letterale di tali disposizioni lascia intendere, quindi, che oltre ai servizi legali esclusi dall’ambito applicativo del Codice dei contratti pubblici – puntualmente elencati all’articolo 17, comma 1, lettera d) – vi sono tipologie di servizi legali, che devono essere ricondotte nella categoria di cui all’Allegato IX e che devono ritenersi soggette alla disciplina codicistica, pur con alcune differenziazioni in tema di pubblicità.

A seguito delle perplessità manifestate dagli operatori del settore, l’Autorità ha ritenuto necessario elaborare un atto di regolazione ai sensi dell’articolo 213, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, finalizzato a fornire indicazioni alle stazioni appaltanti per l’esatta individuazione delle tipologie di servizi legali rientranti nell’elenco di cui all’articolo 17 e di quelle rientranti nella categoria di cui all’Allegato IX, e per le modalità di affidamento di tali servizi.

Documenti correlati: Delibera numero 907 del 24 ottobre 2018

Relazione AIR

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In consultazione le linee guida ANAC sul conflitto d’interesse negli appalti

Sono in consultazione fino al 19 novembre 2018 le Linee Guida ANAC sul conflitto d’interesse nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici.

Nel documento di consultazione on line del 19 ottobre 2018 l’ANAC indica prassi ottimali, ma non vincolanti, per le stazioni appaltanti per prevenire e risolvere i conflitti di interesse.

Si legge nel documento: «L’articolo 42 del d.lgs. 50/2016 introduce una disciplina particolare per le ipotesi di conflitto di interesse nell’ambito delle procedure di affidamento dei contratti pubblici. Si tratta di una novità assoluta, la cui ratio va ricercata nella volontà di disciplinare il conflitto di interesse in un ambito particolarmente esposto al rischio di interferenze, a tutela del principio di concorrenza e del prestigio della Pubblica Amministrazione».

Al primo comma, l’articolo 42 richiede alle stazioni appaltanti la previsione di misure adeguate per contrastare frodi e corruzione nonché per individuare, prevenire e risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni, in modo da evitare qualsiasi distorsione della concorrenza e garantire la parità di trattamento di tutti gli operatori economici.

La funzione della norma è quella di evitare che l’amministrazione aggiudicatrice si lasci guidare, nella scelta del contraente, da considerazioni estranee all’appalto, accordando la preferenza a un concorrente unicamente in ragione di particolari interessi soggettivi.

Al secondo comma, la disposizione offre una definizione di conflitto di interesse con specifico riferimento allo svolgimento delle procedura di gara, chiarendo che la fattispecie si realizza quando il personale di una stazione appaltante o un prestatore di servizi che intervenga nella procedura con possibilità di influenzarne
in qualsiasi modo il risultato, abbia direttamente o indirettamente un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può minare la sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di aggiudicazione o nella fase di esecuzione del contratto.

Le Linee guida si pongono i seguenti obiettivi:

a. agevolare le stazioni appaltanti nell’attività di individuazione, prevenzione e risoluzione dei conflitti di interesse nelle procedure di gara favorendo la standardizzazione dei comportamenti e la diffusione delle buone pratiche;

b. favorire la regolarità delle procedure di gara;

c. garantire imparzialità, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa;

d. garantire i soggetti coinvolti nelle procedure dal rischio dell’assunzione di responsabilità;

e. prevedere misure che evitino l’introduzione di oneri eccessivi per le s.a. e i soggetti chiamati a operare nelle procedure di affidamento di contratti pubblici.

Il provvedimento adottato sarà emanato ai sensi dell’articolo 213, comma 2, del codice dei contratti pubblici e avrà natura non vincolante per i destinatari. Le indicazioni fornite hanno lo scopo di favorire la diffusione delle migliori pratiche e la standardizzazione dei comportamenti da parte delle stazioni appaltanti, nell’ottica di addivenire alla corretta interpretazione e applicazione delle disposizioni di legge.

Documenti correlati: Documento di consultazione linee guida Anac conflitti d’interesse

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