Performance in sanità: il risultato migliore lo ottiene il Veneto ed il peggiore la Regione Calabria

pubblicato il: 31 Agosto 2022

Pubblicato il Rapporto “Le Performance Regionali” 2022 di Crea Sanità 

Emerso un miglioramento di molti indicatori, che ha interessato soprattutto le realtà del Centro e del Mezzogiorno, permettendo una riduzione del gap rispetto alle altre ripartizioni geografiche 

Il progetto Performance Regionali del Crea Sanità, giunto nel 2022 alla sua X edizione,  intende fornire un contributo alla definizione delle politiche sanitarie e sociali, con la finalità ultima di promuovere miglioramenti nelle opportunità di tutela socio-sanitaria (intesa in senso lato) offerte nei diversi luoghi di residenza regionale. “La metodologia adottata per misurare la Performance si fonda – spiega il Crea – sul riconoscimento della sua natura multidimensionale; postula, inoltre, che i diversi stakeholder abbiano aspettative (Prospettive) non necessariamente coincidenti, così che la misura della Performance dipende dalle priorità da loro espresse. La misura della Performance deve, quindi, prevedere una composizione delle diverse Dimensioni e anche delle diverse Prospettive. 
La trasparenza sui “pesi” di composizione adottati e anche sui processi per la loro elicitazione è, chiaramente, essenziale in termini di accountability dell’esercizio, è rappresenta un punto qualificante della metodologia. Insieme alla costituzione di un Expert Panel dedicato, che conta ormai oltre 100 componenti, afferenti a cinque categorie di stakeholder: Utenti, Istituzioni, Professioni sanitarie, Management aziendale, Industria medicale). In questa annualità si è, in particolare, voluto consolidare l’estensione della valutazione alla dimensione Sociale, anche con la partecipazione nell’Expert Panel di rappresentanti degli Enti locali. 
Si è convenuto di inserire tra le Dimensioni quella Sociale, a cui afferiscono indicatori sull’assistenza domiciliare erogata dai Comuni, l’inserimento lavorativo delle persone affette da disagio mentale e il riconoscimento di voucher e bonus economici a favore dei cittadini con disagio. In occasione della ricorrenza della decima edizione della progettualità, si è anche sviluppata – prosegue il Crea – una analisi specificamente dedicata alla dinamica degli indicatori nel tempo adottati. 
In particolare, si è elaborato un focus su quelli utilizzati per almeno cinque edizioni del progetto: ne sono stati identificati otto (1 di Appropriatezza, 1 Economico-Finanziario, 2 di Equità, 2 di Esiti, 2 di Innovazione). 
Dalla dinamica registrata negli anni è emerso un miglioramento di molti di questi indicatori, che ha interessato soprattutto le realtà del Centro e del Mezzogiorno, permettendo una riduzione del gap rispetto alle altre ripartizioni geografiche. 
Rimangono due zone d’ombra: quella generale relativa alla variabilità dello sviluppo della digitalizzazione; e quella del peggioramento dell’equità nel Sud, che esaspera le disparità già esistenti. Passando ai risultati della valutazione 2022, aggregando i risultati per Dimensione, si osserva come Esiti, Sociale e Appropriatezza contribuiscano per circa il 60% alla Performance, in modo abbastanza equidistribuito: 22,1%, 18,0% e 17,7% rispettivamente; segue la Dimensione Equità (16,6%) e poi quella Innovazione ed Economico-finanziaria, che contribuiscono rispettivamente per il 13,1% ed il 12,5%. 

Sebbene con alcune apprezzabili differenze quantitative, il Sociale è nelle prime tre posizioni nella Prospettiva di Utenti, Professioni sanitarie ed Industria; gli Esiti è tra le prime tre Dimensioni per tutte le categorie di stakeholder, ad eccezione di Istituzioni e Management; quest’ultima categoria, insieme al Management, esprime priorità “gestionali”, in termini di risorse, appropriatezza ed innovazione. Rispetto alla precedente edizione, si registra una riduzione notevole del “peso” associato alle Dimensioni Equità ed Esiti (-15,3 e -10,1 punti percentuali rispettivamente); si riduce anche il peso della Dimensione Economico-finanziaria (-1,9 punti percentuali); è invece in aumento il contributo di Appropriatezza e Innovazione (+5,5 e +3,6 punti percentuali rispettivamente). La dinamica dei “pesi”, in particolare l’incremento di Appropriatezza e Innovazione, sembra poter essere messa in relazione con il disegno di ammodernamento del SSN formulato a seguito degli stanziamenti di risorse per investimenti di cui al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); ed anche all’importanza dell’innovazione organizzativa e tecnologica (vaccini etc.), per contrastare efficacemente la pandemia. In continuità con i risultati delle precedenti edizioni del progetto, si evidenzia come la Performance sia un concetto intrinsecamente dinamico: gli indicatori ed i pesi di composizione continuano a modificarsi nel tempo, adeguandosi all’evoluzione dei fattori politici e culturali di contesto, in particolare con le tendenze delle politiche sanitarie. 
Per quanto concerne il ranking di Performance regionale, nel 2022 si oscilla da un massimo del 54% (fatto 100% il risultato massimo raggiungibile) ad un minimo del 24%: il risultato migliore lo ottiene il Veneto ed il peggiore la Regione Calabria. 

Secondo le valutazioni del Panel, anche le migliori Performance regionali risultano ancora significativamente distanti da una Performance ottimale. Il divario fra la prima e l’ultima Regione del ranking è rilevante: quasi un terzo delle Regioni non arriva neppure ad un livello pari al 30% del massimo ottenibile. Quattro Regioni sembrano avere livelli complessivi di tutela significativamente migliori dalle altre: Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. Di queste due hanno livelli di Performance che superano la soglia del 50% (rispettivamente Veneto ed Emilia Romagna, con il 54% ed il 52%). 
Toscana e Lombardia si posizionano a ridosso delle prime, con una valutazione al 48% e al 44%. Nel secondo gruppo, troviamo quattro Regioni, con livelli dell’indice di Performance superiori al 40%: P.A. di Trento, Umbria, Friuli Venezia Giulia e P.A di Bolzano. Nel terzo gruppo troviamo Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Liguria e Lazio e Basilicata, con livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 30-40%. Infine, 6 Regioni, Sicilia, Puglia, Molise, Abruzzo, Campania e Calabria, hanno livelli di Performance che risultano inferiori al 30%. 
Nel miglior risultato del Veneto e dell’Emilia Romagna, ha inciso significativamente l’introduzione della nuova Dimensione Sociale, che simmetricamente ha penalizzato (ulteriormente) la Calabria: questa Regione negli anni rimane stabilmente ultima e non si evidenziano segnali significativi di recupero. 
Anno dopo anno, rimane pressoché costante la composizione del gruppo delle Regioni che si situano nell’area dell’“eccellenza”; come anche quella del gruppo, numericamente rilevante, delle Regioni (tutte meridionali) che purtroppo rimangono nell’area intermedia e critica. 
In conclusione, la nuova crescita di importanza della Dimensione Sociale e di quella degli Esiti, sembra indicare una maggiore consapevolezza, probabilmente rafforzatasi durante la fase dell’emergenza, sul fatto che una effettiva tutela richiede una concreta integrazione tra sanità e sociale, superando la separazione di ruoli e competenze sin qui adottata. 
Guardando al futuro del progetto, l’Expert Panel, consapevole del fatto che la Società italiana è in una fase di transizione, ha anche approfondito le tematiche che si ritiene dovranno essere oggetto di valutazione nei prossimi anni. 
La valutazione richiede l’implementazione di nuovi flussi informativi; senza pretesa di esaustività, è emersa, in particolare, l’esigenza di misurare gli accessi dei cittadini alle Centrali Operative Territoriali e alle Case di Comunità, nonché considerare il loro impatto sull’associazionismo tra MMG/PLS e specialisti del territorio; analogamente l’Expert Panel ritiene che sarà necessario monitorare l’effettiva alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, specialmente in termini di estensione dei suoi contenuti anche alle prestazioni sociali, come anche a quelle sanitarie erogate dalle strutture private. Ancora, tra le tematiche è emersa l’esigenza di erogare una assistenza al domicilio con professionisti specificatamente formati, soprattutto per le famiglie unipersonali, prevedendo attività formative dedicate a tale ambito, già a livello universitario. 
Si tratta di indicatori finalizzati, in ultima istanza, a misurare il rendimento delle azioni che verranno implementate nei prossimi anni in attuazione del PNRR: misurazione essenziale se si vuole che gli stanziamenti possano rappresentare davvero un investimento, scongiurando – conclude il Crea –  il potenziale pericolo di un finanziamento di azioni incapaci di generare quei miglioramenti di efficienza e efficacia dei servizi che sono necessarie per la sopravvivenza del nostro Welfare socio-sanitario nazionale e regionale”. 

Il commento di Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità – Confederazione Federsanità Anci regionali: In linea con la nostra missione. Ripensare la rete di assistenza sul territorio in un’ottica di  “rete” 

“La fotografia scattata da CREA SANITA’ nel Rapporto 2022 indica chiaramente la direzione da seguire, ovvero ripensare la rete di assistenza sul territorio in un’ottica di  “rete”. L’inserimento della nuova area di valutazione delle performance, rappresentata dal sociale e quindi gli ambiti di erogazione dei servizi da parte dei Comuni, è perfettamente in linea con le azioni e le progettualità che Federsanità sta realizzando: dall’Osservatorio sulle buone pratiche di integrazione socio sanitaria, in convenzione con Agenas, al Laboratorio sulle cure primarie nelle aree interne che stiamo pianificando in piena sinergia con tutti gli stakeholders di riferimento. 

Tutti gli indicatori indicano l’urgenza di realizzare un nuovo modello di prossimità che vede nell’approccio “one health” l’unica chiave per ripensare i servizi sul territorio, delineando un concetto di salute ampio e che si estende al benessere e agli stili di vita. Federsanità da tempo sta lavorando secondo questa logica multi-prospettica e multi-dimensionale attraverso la sinergia collaborativa tra Direzioni strategiche delle Aziende sanitarie e ospedaliere e i Comuni. È il momento di avere idee chiare e grande determinazione per realizzare un modello diverso di prossimità che responsabilizzi ogni singolo pezzo della filiera dell’assistenza. Oggi abbiamo la prospettiva del finanziamento del Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) per lo sviluppo strutturale della sanità territoriale: la missione 6, delineata da Agenas, ha in questo senso tracciato il nuovo perimetro intorno a cui muoversi, superando steccati culturali, organizzativi e di ordine professionale. Dopo due anni di pandemia possiamo tornare a occuparci del futuro del Servizio sanitario nazionale per renderlo un sistema innovativo non solo dal punto di vista tecnologico ma, soprattutto, dal punto di vista organizzativo, in grado di assicurare ai cittadini risposte adeguate rispetto ai bisogni di salute. 

Il management e la governance della sanità sono chiamati al dialogo costante con gli stakeholders sul territorio, così come la mission di Federsanità delinea, per garantire una presa in carico efficace, soprattutto per le cronicità, guardando agli outcome di salute, alla valorizzazione del sistema delle cure primarie, rendendo praticabile e sostenibile la scelta della casa come primo setting di cura e rilanciando il grande tema della prevenzione. Obiettivo è la messa a terra di una integrazione reale dei servizi assistenziali, sociali e sanitari centrati sulla promozione della salute partendo dal benessere delle comunità. 

Zaia: Veneto promosso al primo posto. Dedicato a tutto il personale 

“Dal Crea Sanità arriva una promozione piena per il Veneto, che dedico a tutti i lavoratori della nostra sanità. Promozione particolarmente significativa, perché arriva in un momento in cui stiamo affrontando una grande Pandemia, che ha messo in difficoltà tutte le Regioni. In un contesto come questo, tutto il mondo a cui fa riferimento la sanità dice che siamo i migliori. Con soddisfazione lo prendiamo come un punto di partenza verso nuovi progressi, con l’augurio di riuscire al più presto a recuperare le liste d’attesa causate dal Covid”. Lo dice il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in relazione agli esiti della decima edizione del Rapporto sulle Performance Regionali elaborato da Crea Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità). Il Veneto risulta il migliore nell’area di eccellenza del Rapporto, davanti a Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. Il ranking è frutto del contributo di un panel di 107 esperti basato su una valutazione che unisce le preferenze di utenti, istituzioni, professioni sanitarie, management aziendale e industria medicale, relativi a 6 parametri: Appropriatezza, Economico-Finanziaria, Equità di accesso, Esiti, Innovazione e Sociale. “I parametri valutati – osserva Zaia – sono estremamente rigorosi e costituiscono di fatto l’ossatura delle politiche e delle scelte indicate nel nostro Piano SocioSanitario, con una forte integrazione tra sanità e sociale, difficile ma efficace, attenzione maniacale all’utilizzo delle risorse senza però lesinare le migliori cure, investimenti continui ai quali dedichiamo almeno 70 milioni l’anno, informatizzazione, organizzazione a rete per molte specialità, equità di accesso nel senso che in ogni ospedale del Veneto, perché collegato in rete con tutti gli altri, ogni persona può essere certa di ottenere le cure migliori esistenti”. “Questa promozione – conclude Zaia – la rivolgo con gratitudine e ammirazione a tutti i lavoratori della sanità veneta, dal primo all’ultimo. Da quando è iniziato il Covid ognuno di loro è sottoposto a un pesantissimo stress test, dovendo affrontare contemporaneamente una pandemia tremenda e le alte necessità di salute ordinarie. Grazie a tutti. La promozione di Crea è la loro bellissima pagella”. 

About the Author

Marco Boni
Marco Boni
Ha ricoperto la posizione di responsabile dell’acquisizione di beni e servizi e delle attività economali a partire dal 1974, presso diverse aziende sanitarie. Da ultimo, sino al 2008, presso l’Azienda USL di Modena. Nel periodo agosto 2012 - luglio 2013 ha svolto le funzioni di provveditore a contratto presso l’Azienda USL di Rimini. Dal 1998 al 2004 è stato anche coordinatore amministrativo dell’unione di acquisto (prima in Italia, nell’ambito della pubblica amministrazione) realizzata tra le aziende sanitarie dell’area vasta Emilia nord. È stato consulente dell’Azienda Sanitaria Unica della Regione Marche per le attività di centralizzazione degli acquisti. Ha partecipato a gruppi di lavoro istituiti dalla Regione Emilia-Romagna per la predisposizione di normative e regolamenti di settore. Ha prodotto numerose pubblicazione sulle tematiche del public procurement. È co-autore del volume “L’acquisto dei farmaci in ospedale” I° e II° edizione – Aboutpharma Editore. È stato Presidente della Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi Provveditori della sanità (FARE) dal 1993 al 2005. Ha svolto e svolge attività di consulenza e formazione, in ambito pubblico e privato. Giornalista pubblicista, è stato direttore responsabile delle rivista "TEME – Tecnica e metodologia economale". È articolista del “Sole 24 Ore Sanità", nonché direttore responsabile e articolista del periodico on line "News4market".