Rincari materie prime, Confindustria dispositivi medici scrive all’Anac

pubblicato il: 30 Maggio 2022

Oltre il danno, la beffa. Le imprese di dispositivi medici sono in difficoltà per i forti rincari delle materie prime e dell’energia. E rischiano di finire sul “libro nero” dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Il motivo è che diventa sempre più complicato, per le aziende, rispettare i contratti con la sanità pubblica, che prevedono prezzi non allineati allo scenario attuale e non tengono conto delle difficoltà di approvvigionamento di materiali e componenti per la fornitura di prodotti finiti. Una situazione critica che ha spinto Massimiliano Boggetti, presidente di Confindustria dispositivi medici, a scrivere una lettera alla presidenza dell’Anac, rappresentata da Giuseppe Brusia.

Le richieste

Il rischio per le imprese è quello di essere inserite nel casellario informatico dell’Anac, segnalate per inadempienza contrattuale. Le richieste principali di Confindustria dispositivi medici sono due: “Ci rivolgiamo a voi – scrive Boggetti – affinché valutiate la possibilità di consentire la rinegoziazione dei prezzi oggetto di contratti già stipulati e di non far scattare la segnalazione di inadempienza nel caso di mancata consegna di prodotti non disponibili. Chiediamo inoltre che nei bandi di gara in via di definizione venga introdotta una clausola di forza maggiore con funzione equilibratrice di eventuali squilibri che si venissero a creare per il protrarsi della situazione emergenziale”.

Causa di forza maggiore

Una clausola di forza maggiore manca nella quasi totalità dei contratti stipulati dalla PA. “Una clausola – ricorda Boggetti – prevista sia nella disciplina italiana, sia nella prassi commerciale e nei regolamenti internazionali, per prevenire la responsabilità contrattuale delle parti in caso di mancata esecuzione o inadempimento dell’obbligo contrattuale per cause di forza maggiore o altri eventi straordinari”. Ad esempio guerre, atti terroristici, ma anche embarghi o provvedimenti governativi.

“Ciò che aggrava ulteriormente la situazione del nostro settore – aggiunge –  sono i vincoli normativi, tipici di un mercato che vive di forniture alla Pubblica amministrazione, in virtù dei quali le imprese corrono il rischio di vedersi escludere dalla possibilità di continuare a fornire per inadempienze generate al di fuori della loro volontà o capacità gestionale”. A proposito di prezzi, nella lettera Boggetti evidenzia come le diverse stazioni appaltanti “non inseriscano nei documenti di gara iniziali clausole chiare, precise e inequivocabili, che possano comprendere clausole di revisione dei prezzi”. Un adegumento giudicato in questa fase “vitale per le imprese”.

Il boom dei costi

Nel mese di ottobre 2021 Confindustria dispositivi medici aveva lanciato un allarme sull’aumento delle materie prime. Un’indagine del Centro studi dell’associazione aveva stimato un aumento del 29% dei costi dei prodotti finiti, considerando la spesa al rialzo per il trasporto delle materie prime, per i semilavorati e le finiture. E ancora di più rispetto alla media sono aumentati i costi degli ausili per i disabili (+36%), come le carrozzine. Già allora il direttore generale dell’associazione industriale, Fernanda Gellona, aveva sollecitato un intervento per “un’equa modificazione delle condizioni dei contratti in essere, tenuto conto delle mutate condizioni economiche intercorse tra la data di stipulazione del contratto e la sua esecuzione secondo quanto previsto dall’art. 106 del D.Lgs 50/2016”. Per conoscenza, la lettera di Confindustria dispositivi medici per Anac è stata inviata anche ai ministri della Salute e dello Sviluppo economico, alle centrali di acquisto (inclusa Consip) e agli assessori regionali alla salute.   (fonte: Aboutpharma)

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Marco Boni
Marco Boni
Ha ricoperto la posizione di responsabile dell’acquisizione di beni e servizi e delle attività economali a partire dal 1974, presso diverse aziende sanitarie. Da ultimo, sino al 2008, presso l’Azienda USL di Modena. Nel periodo agosto 2012 - luglio 2013 ha svolto le funzioni di provveditore a contratto presso l’Azienda USL di Rimini. Dal 1998 al 2004 è stato anche coordinatore amministrativo dell’unione di acquisto (prima in Italia, nell’ambito della pubblica amministrazione) realizzata tra le aziende sanitarie dell’area vasta Emilia nord. È stato consulente dell’Azienda Sanitaria Unica della Regione Marche per le attività di centralizzazione degli acquisti. Ha partecipato a gruppi di lavoro istituiti dalla Regione Emilia-Romagna per la predisposizione di normative e regolamenti di settore. Ha prodotto numerose pubblicazione sulle tematiche del public procurement. È co-autore del volume “L’acquisto dei farmaci in ospedale” I° e II° edizione – Aboutpharma Editore. È stato Presidente della Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi Provveditori della sanità (FARE) dal 1993 al 2005. Ha svolto e svolge attività di consulenza e formazione, in ambito pubblico e privato. Giornalista pubblicista, è stato direttore responsabile delle rivista "TEME – Tecnica e metodologia economale". È articolista del “Sole 24 Ore Sanità", nonché direttore responsabile e articolista del periodico on line "News4market".