Spesa farmaceutica per acquisti diretti: oltre 2 miliardi di sforamento nel 2021

pubblicato il: 27 Ottobre 2021

Stando alle stime di Iqvia, nel 2021, la spesa farmaceutica per acquisti diretti – ex ospedaliera – avrà uno sforamento del tetto di 2,13 miliardi di euro, nonostante l’innalzamento della soglia a 9,3 miliardi, 1,3 miliardi superiore a quella del 2020. Payback salato a carico delle aziende per 1,06 miliardi.

Nel 2021, in base ai consumi attuali e alle previsioni di chiusura, la spesa farmaceutica per acquisti diretti avrà uno sforamento di 2,13 miliardi di euro, stando alle più recenti stime di Iqvia. Questo, tuttavia, si traduce in un conto salato a carico delle aziende, con un payback di 1,06 miliardi. Non è stato dunque sufficiente l’innalzamento del tetto a 9,3 miliardi di euro per la spesa farmaceutica ospedaliera – 1,3 miliardi di euro in più rispetto al 2020 – fissato dall’ultima legge di Bilancio. Il tetto è stato infatti innalzato dal 6,69% al 7,65% del Fondo Sanitario Nazionale.

Ricetta rossa e farmaci innovativi

La spesa convenzionata – cioè la ricetta rossa – continuerà invece a rimanere all’interno dei tetti con un avanzo stimato intorno ai 500 milioni. Stesso discorso per i prodotti innovativi, oncologici e non che dispongono ciascuno di un fondo dedicato da 500 milioni di euro: la spesa per i prodotti innovativi non oncologici sarà intorno ai 220 milioni, ampiamente all’interno del fondo, mentre la spesa per i farmaci innovativi oncologici nel 2021 dovrebbe essere in linea con quanto stanziato dal fondo o di poco eccedente.

Industria penalizzata da un tetto sottostimato

Per Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia:«La pressante esigenza di garantire la sostenibilità economica del servizio sanitario nazionale ha portato negli ultimi anni all’attuazione di una serie di interventi che penalizzano l’industria farmaceutica nazionale. Sono infatti le aziende a dover ripianare, attraverso il payback, la metà del disavanzo per farmaci del servizio sanitario nazionale. La parte rimanente è pagata dalle Regioni sulla base del superamento a quanto loro assegnato. Nonostante l’aumento nel 2021 del tetto della spesa per acquisti diretti – ha rimarcato Liberatore – la spesa farmaceutica rimane sotto-finanziata. È importante che questo tema torni a essere una priorità della politica. Ciò sarà essenziale, in particolar modo dopo questa crisi sanitaria quando ci sarà un bisogno ulteriore di farmaci innovativi. È improprio – ha quindi concluso – fissare un tetto di spesa così basso quando si sa che lo sfondamento sarà superiore a due miliardi di euro».

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Marco Boni
Marco Boni
Ha ricoperto la posizione di responsabile dell’acquisizione di beni e servizi e delle attività economali a partire dal 1974, presso diverse aziende sanitarie. Da ultimo, sino al 2008, presso l’Azienda USL di Modena. Nel periodo agosto 2012 - luglio 2013 ha svolto le funzioni di provveditore a contratto presso l’Azienda USL di Rimini. Dal 1998 al 2004 è stato anche coordinatore amministrativo dell’unione di acquisto (prima in Italia, nell’ambito della pubblica amministrazione) realizzata tra le aziende sanitarie dell’area vasta Emilia nord. È stato consulente dell’Azienda Sanitaria Unica della Regione Marche per le attività di centralizzazione degli acquisti. Ha partecipato a gruppi di lavoro istituiti dalla Regione Emilia-Romagna per la predisposizione di normative e regolamenti di settore. Ha prodotto numerose pubblicazione sulle tematiche del public procurement. È co-autore del volume “L’acquisto dei farmaci in ospedale” I° e II° edizione – Aboutpharma Editore. È stato Presidente della Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi Provveditori della sanità (FARE) dal 1993 al 2005. Ha svolto e svolge attività di consulenza e formazione, in ambito pubblico e privato. Giornalista pubblicista, è stato direttore responsabile delle rivista "TEME – Tecnica e metodologia economale". È articolista del “Sole 24 Ore Sanità", nonché direttore responsabile e articolista del periodico on line "News4market".