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La commissione europea promuove l’Anac per la prevenzione della corruzione, la vigilanza sugli appalti e il whistleblowing

La Commissione Europea ha presentato il primo rapporto sullo Stato di diritto dell’Unione, una mappa paese per paese che analizza i quattro pilastri principali che hanno un forte impatto sullo Stato di diritto: i sistemi giudiziari nazionali, il quadro normativo e istituzionale anticorruzione, il pluralismo e la libertà dei media e altre questioni istituzionali relative al bilanciamento dei poteri, essenziali per un sistema efficace di governance democratica.
Il rapporto promuove l’Italia e l’azione anticorruzione. In particolare, sulle misure di prevenzione, la Commissione sottolinea che “l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha potenziato la sua sfera di intervento a favore di una cultura di prevenzione della corruzione, mantenendo parallelamente la sua funzione di vigilanza e regolamentazione dei contratti pubblici.” La Commissione evidenzia anche che l’Italia ha adottato una legislazione in materia di protezione dei whistleblowers.

“Il plauso della Commissione Europea al lavoro svolto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione non è un punto di arrivo, ma una sfida che ci impegna a guardare verso futuri traguardi” ha dichiarato Giuseppe Busia, Presidente Anac.
“La Commissione correttamente dà atto all’Italia di aver adottato una legislazione in materia di protezione dei whistleblowers, ponendo l’ANAC al centro del sistema di tutela. Tuttavia, se vogliamo mantenere la leadership in Europa in questo settore, dobbiamo impegnarci da subito nel recepimento della direttiva del 2019, che rafforza tale figura ed il suo ruolo come presidio contro la corruzione”.
“L’importanza – sottolineata anche dalla Commissione – di avere riunito in un’unica autorità indipendente le competenze di prevenzione della corruzione con quelle di vigilanza e regolazione degli appalti costituisce un vantaggio strategico per l’Italia soprattutto oggi, alla vigilia dell’arrivo dei fondi che il sistema paese si troverà a gestire con il Recovery fund. Si tratta infatti di una garanzia non solo sul piano interno, ma anche nei confronti delle istituzioni europee e degli altri Stati membri, per assicurare che i fondi stanziati per rilanciare il Paese siano veramente destinati ai grandi investimenti e alle generazioni future, preservandoli da sprechi e pratiche corruttive, ed utilizzandoli invece in un quadro di buona amministrazione, integrità e trasparenza “.