Tribunale dei brevetti, l’industria dei dispositivi medici a Conte: candidiamo l’Italia per vincere

pubblicato il: 1 Ottobre 2020

Il presidente di Confindustria Dm, Massimiliano Boggetti, chiede al Governo di avanzare la candidatura del nostro Paese quale sede della corte europea. È duello Milano-Torino

Il Governo italiano s’impegni per sostenere la candidatura dell’Italia quale sede del Tribunale unificato dei brevetti (Tub), la corte unica per i brevetti europei che avrebbe avuto la sua sede a Londra, ma che per effetto della Brexit sarà localizzata altrove. Nel nostro Paese aspirano ad accogliere il Tub sia Milano che Torino.

L’appello

“Se con la pandemia il Governo ha capito che il settore dei dispositivi medici è strategico per il Paese e ha detto di voler investire per creare sviluppo delle nostre imprese in Italia, sostenere la candidatura del Paese per la sede del Tribunale unificato dei brevetti sarebbe fondamentale, oltre che coerente, per incentivare l’innovazione tecnologica e scientifica”. A sostenerlo è il presidente di Confindustria dispositivi medici, Massimiliano Boggetti, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Il peso dei dispositivi medici

L’Italia, ricorda Confindustria Dm, è quinta in Europa per numero di brevetti nel settore dei dispositivi medici e ha un ottimo tasso di approvazione, spesso superiore alla media europea. In termini di crescita del numero di brevetti, il settore della tecnologia medica rimane il settore in cui sono confluite la maggior parte delle richieste di brevetti a EPO (l’Ente europeo per i brevetti).

“A livello mondiale quello dei dispositivi medici – scrive Boggetti – è uno dei settori produttivi di maggior sviluppo e uno dei suoi principali elementi distintivi è l’innovazione. Le imprese, infatti, investono circa il 6% del fatturato in ricerca e sviluppo. Innovazione vuol dire brevetti e in questo settore molto c’è ancora da fare per la tutela della proprietà intellettuale. La natura specifica delle tecnologie, la genesi della realizzazione prototipale e dei processi produttivi, sono tali per cui è di estrema importanza una decisa azione politica per la difesa e il supporto allo sviluppo del comparto, soprattutto oggi davanti alle nuove sfide pandemiche mondiali. L’Italia – sottolinea Boggetti – ha tutte le carte in regola per ambire ad ospitare la sede del Tribunale di brevetti anche per l’altissima professionalità della nostra classe medica e il valore delle nostre università e centri di ricerca”. In passato Confindustria dispositivi medici ha sostenuto la candidatura di Milano per la sede di Ema (poi finita ad Amsterdam), e oggi chiede un impegno del Governo “affinché l’Italia non solo si candidi a essere sede del Tribunale, ma ponga in atto tutte le azioni necessarie per vincere questa sfida”.   (fonte: Abouthpharma)