Pagamenti della PA: il ritardo mette a riscio le imprese. HTA: è ora dell’agenzia.

pubblicato il: 10 Agosto 2020

Per la Società Italiana di Health Technology Assessment i tempi sono maturi per creare un nuovo organismo a livello nazionale e lancia con un position paper la sua proposta.

Uno strumento necessario a vantaggio del Servizio sanitario nazionale. Così la Sitha, Società Italiana di Health Technology Assessment, lancia con un position paper la proposta di istituire una Agenzia nazionale di Hta. Pietro Derrico, Presidente della società scientifica e responsabile Funzione Tecnologie ed Unità di Ricerca Health Technology Assessment and Safety dell’Irccs Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ne delinea le finalità e le caratteristiche in un’intervista pubblicata su Panorama della sanità del mese di luglio. L’istituzione di un’Agenzia nazionale di Hta «rappresenterebbe – spiega Derrico – il fulcro di un nuovo sistema nazionale di Hta che, finalmente, porterebbe ad una vera operatività dello “strumento Hta” a vantaggio del Ssn. Nello studio propedeutico alla proposta abbiamo approfondito diversi
aspetti che ne hanno evidenziato l’assoluta necessità, mi limito a citarne due di estrema rilevanza: il primo è che l’Hta è ritenuto, anche dall’Oms, tra gli strumenti fondamentali per garantire sostenibilità, qualità e accessibilità dei servizi sanitari universalistici come ancora oggi dobbiamo essere grati di avere in Italia. Il secondo è che l’attuale architettura del sistema che dovrebbe occuparsi di Hta non è stato in
grado di rendere tale importante strumento disponibile al decisore politico-istituzionale. Essendo un documento di indirizzo, il Position paper Sihta è certamente imperfetto, ma riteniamo – prosegue il presidente – che possa comunque essere uno strumento utile per avviare un dialogo costruttivo tra tutti gli attori interessati e giungere ad un disegno istituzionale condiviso ed efficace. Ciò – sottolinea Derrico – per il bene dei pazienti che hanno bisogno dell’innovazione per la loro salute, dei professionisti sanitari in quanto quotidianamente coinvolti nei processi di valutazione, dei cittadini che con maggiore consapevolezza sanno di dover destinare parte della fiscalità per uno scopo fondamentale di un Paese civile e moderno, delle imprese della filiera della salute che investono seriamente sull’innovazione come leva strategica per la competizione mondiale e per la sostenibilità dell’intero Ssn che ha, in definitiva, l’obbligo di valutare bene e presto almeno le tecnologie sanitarie più innovative e rilevanti sotto il profilo dell’impatto clinico, organizzativo o economico, naturalmente all’interno dell’attuale quadro istituzionale».