Sanità: Domenico Mantoan indicato alla presidenza dell’Aifa

pubblicato il: 4 Novembre 2019

Al termine della Conferenza Stato-Regioni del 17 ottobre 2019 il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, spiega che “i ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha accolto l’indicazione di nomina, unanime da parte della Conferenza delle Regioni, di Domenico Mantoan, tecnico della regione Veneto di alta qualità e professionalità, a presidente di Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco”.

“Tra l’altro – ricorda Bonaccini – la nomina era già prevista nell’accordo che avevamo raggiunto in precedenza; poi avevo ricoperto io la carica quale presidente pro-tempore per qualche mese, per garantire che il Cda fosse ‘facente funzioni’ e prendesse alcune decisioni importanti e urgenti. Dopo l’indicazione di nomina del presidente Mantoan, la prossima settimana integreremo il consiglio di amministrazione”.

Così il Direttore Generale della Sanità della Regione Veneto, Domenico Mantoan, è stato designato Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA.  La nomina formale avverrà da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri.

“Mantoan, che resterà alla guida della sanità veneta fino al termine della legislatura, – afferma il presidente della regione Veneto, Luca Zaia – e maturerà in primavera i requisiti per la pensione, è stato scelto sul piano tecnico, alla luce della professionalità e della competenza dimostrate fin qui nel suo lavoro, e per la consistenza del curriculum.

La designazione alla guida all’AIFA costituisce un riconoscimento per l’attività svolta in molti anni da Mantoan in vari ambiti della sanità del Veneto e a tutti i Tavoli nazionali, nonché un attestato per la gestione virtuosa dell’intero settore da parte della Regione”.

 

SOSTITUIBILITÀ AUTOMATICA BIOSIMILARI, LE AZIENDE: ‘PROPOSTA AIFA PUÒ ESSERE BOOMERANG’

L’Ibg,  l’Italian biosimilars group che rappresenta le aziende produttrici di biosimilari del nostro Paese,  esprime preoccupazione in merito alla proposta avanzata dall’Aifa di prevedere nella Legge di bilancio 2020 la sostituibilità automatica tra il farmaco biologico di riferimento e il suo biosimilare.

Per l’Ibg, infatti, il principio di intercambiabilità tra originator e biosimilare, sancito in Europa e in Italia al massimo livello di conoscenze scientifiche e sulla base di tutte le evidenze disponibili, “non può essere confuso con la sostituibilità automatica dell’uno con l’altro”.

“L’imposizione della sostituibilità in una fase in cui i biosimilari stanno sempre più guadagnando la fiducia da parte dei pazienti e dei clinici” spiega in un comunicato la sigla dei produttori “rischia di compromettere l’attività di dialogo e di costruzione di una cultura in materia che in questi anni sta dando i suoi frutti e inciderebbe in modo irreversibile sulla libertà prescrittiva del medico da sempre riconosciuta come irrinunciabile da parte delle imprese farmaceutiche”.

Libertà prescrittiva che, invece, secondo Ibg viene pienamente garantita dall’accordo quadro introdotto in Italia dalla Legge 232/2016 : una soluzione che – se pienamente applicata dalle centrali d’acquisto – rappresenta la risposta più equilibrata alla necessità di concorrenza e recupero di risorse per il Ssn garantendo anche la continuità terapeutica per i pazienti e la continuità di fornitura di prodotti salvavita.

L’aggiudicazione multipla in una gara a lotto unico, utilizzando lo strumento dell’accordo quadro, in conformità a quanto previsto dal Codice degli appalti, è infatti in grado – a  giudizio dell’associazione delle aziende – di coniugare al meglio l’esigenza di garantire la più ampia concorrenza (grazie all’individuazione dei primi tre fornitori che hanno presentato la migliore offerta) l’esigenza, al tempo stesso, di offrire al medico specialista più opzioni terapeutiche per il trattamento dei pazienti. A dimostrarlo sono i dati di aggiudicazione delle gare nell’ultimo biennio che hanno prodotto grazie al meccanismo descritto riduzioni medie tra il 60% e l’80% del costo delle forniture.

Le modalità di gara vigenti – basate sul criterio del minor prezzo o dell’offerta economicamente più vantaggiosa – rappresentano già il perimetro entro il quale il medico prescrittore è chiamato ad operare senza l’imposizione di “paletti” svilenti e francamente ascientifici, che servirebbero – scrive Ibg – “solo a svilire l’attività clinica e a indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e Servizio sanitario nazionale”.

Sul tema è peraltro in corso un importante dibattito in molti Paesi europei che oltre a guardare con estremo interesse il modello dell’Italia (primo mercato europeo per utilizzo dei biosimilari), ha nel contempo frenato l’adozione di misure estreme di sostituibilità automatica quali quelle auspicate dall’Agenzia regolatoria nazionale.