Decreto Calabria: stretta su beni e servizi. Acquisti solo tramite Consip o centrali di committenza di altre regioni

pubblicato il: 6 Maggio 2019

Gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria, si legge all’articolo 6, “si avvalgono esclusivamente di Consip Spa o, previa convenzione, di centrali di committenza di altre Regioni per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, strumentali all’esercizio delle proprie funzioni”.

È quasi pronto il decreto sanità per la Calabria annunciato nelle scorse settimane dalla ministra della Salute Giulia Grillo. Circola una bozza del provvedimento in cui sono anticipati i punti principali delle nuove “Disposizioni speciali per il rafforzamento della gestione commissariale del Servizio sanitario della Regione Calabria”.

Nuove disposizioni per i direttori generali
Una regolamentazione stretta a partire dalla verifica straordinaria sui direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere (di nomina regionale): passa da 18 mesi a sei, secondo le anticipazioni dell’Ansa, trasferendo i poteri dalla Regione al commissario ad acta, che, in caso di esito negativo, può “dichiarare l’immediata decadenza, nonché la risoluzione del contratto, del direttore generale valutato negativamente”, come stabilito nell’art.2. In particolare, il commissario ad acta, “previa contestazione, provvede motivatamente, entro 15 giorni, all’avvio del procedimento (…)”. In caso di verifica negativa si procede alla nomina un commissario straordinario, scelto fra soggetti di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale. I commissari straordinari restano in carica fino alla nomina dei direttori generali individuati”.

Scontro diretto con il presidente Oliverio
Su tali criteri e procedure, seppur in attesa di analizzare il testo definitivo, il presidente della Regione Mario Oliverio, controbatte immediatamente: «Valuteremo la costituzionalità o meno del provvedimento e agiremo di conseguenza», anticipa, considerando l’azione del ministero «una boutade propagandistica che non tiene conto dei problemi reali della sanità calabrese». Lo scontro è diretto, anche politico. Più volte la ministra, riferendosi alla Calabria e alla necessità di un’azione straordinaria per la sanità, ha parlato di ospedali da incubo, di sanità da terzo mondo, di disastro della sanità, della possibilità di interventi della protezione civile, mettendo del tutto in ombra professionalità, eccellenze, casi di successo che pure ci sono. Per Oliverio si tratta di «imbarbarimento istituzionale in sfregio a elementari dettami costituzionali. Negli ultimi mesi nessuno ha mai risposto alle nostre richieste di incontro. Si vuole evitare il confronto».

«Azioni inedite per il cambiamento»
La ministra dichiara che «lo Stato prende in mano la situazione con poteri straordinari, ma limitati nel tempo, perché si arrivi a una soluzione per i cittadini calabresi. Il cambiamento vero si misura anche tramite azioni inedite. Siamo stati i primi – continua – a prendere un provvedimento, la situazione è di emergenza».

Gestioni straordinarie in caso di irregolarità
In caso di gravi e reiterate irregolarità nei bilanci e nella gestione del contenzioso, o di comprovate disfunzioni nell’erogazione dei servizi sanitari emersi da verifiche sulla gestione dell’ente, si legge ancora nella bozza di decreto, il Commissario straordinario, entro sessanta giorni dal suo insediamento, con il “supporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, del Comando Carabinieri per la Tutela della salute nonché del Corpo della Guardia di finanza, propone al commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell’ente”. È quanto contenuto all’art.5 della bozza, dedicato al “Dissesto finanziario degli enti del Servizio sanitario regionale”. In cui viene specificato, inoltre, che il commissario ad acta ha facoltà di nominare un unico commissario straordinario per uno o più enti del servizio sanitario regionale.

I compensi dei commissari e gli appalti
Quanto ai compensi, quelli per i commissari straordinari, non saranno superiori “alla somma di euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione, che si aggiunge alla retribuzione spettante stabilita dalla normativa regionale per i direttori generali dei rispettivi enti del servizio sanitario della regione Calabria”.
Per appalti, servizi e forniture sarà coinvolta l’Autorità nazionale anticorruzione: gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria, si legge all’articolo 6, “si avvalgono esclusivamente di Consip Spa o, previa convenzione, di centrali di committenza di altre Regioni per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, strumentali all’esercizio delle proprie funzioni”.

Collaborazione stretta con le forze dell’ordine
Fra i poteri del commissario ad acta, infine, anche quello di predisporre un Piano straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della regione Calabria, con valenza triennale. È l’articolo 9 della bozza del documento del ministero, in cui ancora si legge che “il Piano è approvato con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i ministri dell’Economia e delle Finanze, della Salute, delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro e delle Politiche sociali”. Serrata la collaborazione e il supporto delle forze dell’ordine: “Il contingente di Carabinieri per la tutela della salute attualmente presente in Calabria è incrementato di 40 unità, di cui 32 del ruolo ispettori, 4 del ruolo sovrintendenti e 4 del ruolo appuntati e carabinieri”. (fonte: Sanità 24)