Sanità: norma sblocca-assunzioni. Toti: passo in avanti importante

pubblicato il: 1 Aprile 2019

In arrivo lo sblocco pieno delle assunzioni per le Regioni. I ministeri della Salute, dell’Economia e le Regioni hanno, infatti, trovato l’intesa per superare l’attuale vincolo di spesa (il budget del 2004 diminuito dell’1,4%). La soluzione potrebbe passare attraverso un emendamento al ddl Concretezza, ora all’esame della Camera, oppure entrare in uno dei prossimi decreti.
I tentativi per oltrepassare la soglia sulle assunzioni non sono mancati. A fine gennaio – si legge in un lancio dell’Ansa – fallì, suscitando polemiche, l’operazione per inserire lo sblocco nel decreto semplificazioni. Il vincolo di spesa, che viene calcolato su base regionale, in questi anni ha colpito le Regioni in regola con i conti, ma anche quelle sottoposte ai piani di rientro che tra l’altro  devono rispettare anche altri paletti (primo tra tutti il blocco del turnover al 15%). A causa dei vari steccati, secondo le stime della Cgil negli ultimi dieci anni la sanità avrebbe perso circa 50 mila unità di personale.
Per il vicepresidente, Giovanni Toti (Presidente della Liguria), al termine della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 21 marzo, lo sblocco del tetto di spesa per l’assunzione del personale in santa’, concordato con il Ministero della Salute e il Mef “e’ un passo avanti importante che consente alle Regioni di modulare le proprie esigenze in modo piu’ flessibile, era un punto da molto tempo inchiodato per una posizione molto rigida del Ministero dell’Economia”.
“In questi giorni – ha sottolineato il ministro della salute Giulia Grillo – ho portato avanti il mio impegno per superare l’anacronistico blocco delle assunzioni nella Sanità imposto dal 2009 a tutto il Ssn”.
Per il Sottosegretario alla Salute, Luca Coletto “Il via libera della Conferenza delle Regioni all’emendamento che prevede  l’abbattimento dei limiti di spesa all’assunzione del personale medico è una boccata ossigeno per il sistema sanitario nazionale che rischia l’asfissia”.